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Livorno

«Minacce dopo la denuncia» e in aula non lo riconosce

«Minacce dopo la denuncia» e in aula non lo riconosce

La ragazza violentata: mi hanno chiesto di ritirare la querela La Corte dispone l’esame del Dna su uno degli imputati

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di Federico Lazzotti

LIVORNO. Quando il presidente della Corte le ha chiesto per la seconda volta di riconoscere in aula le persone che la notte del 18 ottobre dello scorso anno l’avrebbero violentata nella zona nord della città, lei, che allora non aveva ancora compiuto 18 anni, ha abbassato gli occhi.

«Ero sotto l’effetto di stupefacenti – ha detto nascondendosi dietro ai capelli – comunque ne riconosco soltanto uno, quello più basso, l’altro me lo ricordo più magro rispetto alla persona che è seduta davanti a me».

Dietro alla deposizione della ragazza c’è però più di un dubbio. «Quando ho fatto denuncia – racconta dopo un lungo silenzio – sono stata avvicinata dal fratello di uno dei due che mi ha chiesto di ritirare la querela». Il pubblico ministero Fiorenza Marrara, che ieri mattina sostituiva il collega Giuseppe Rizzo, ha insistito più volte domandando alla ragazza se fosse stata minacciata negli ultimi tempi, ma la vittima ha raccontato di «avere visto, solo negli ultimi giorni, girare sotto casa, alcuni persone che potrebbero essere amici degli indagati».

Ecco perché al termine dell’udienza, il Collegio ha disposto la comparazione del Dna di Sofien Fatten, 40 anni, imputato con l’accusa di violenza sessuale di gruppo in concorso con Mohamed Tanfuri, 27, con le tracce biologiche prelevate dalla vittima la notte dell’aggressione.

Inoltre, la stessa Corte, ha dato mandato alla polizia di fotografare il primo dei due imputati per verificare la presenza di una cicatrice «sotto l’occhio» che la ventenne ha più volte ripetuto di ricordare come tratto distintivo del suo aggressore.

Al termine dell’udienza e dopo il mancato riconoscimento dell’imputato, i suoi legali, gli avvocati Nicola Giribaldi e Barbara Luceri, hanno chiesto che il loro assistito venisse scarcerato e rimandato a casa con l’obbligo di firma. La decisione sarà comunicata nella prossima udienza, fissata per mercoledì 8 febbraio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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