La Cna contro il blocco
«Protesta giusta ma chi non aderisce deve poter lavorare»
LIVORNO
C’è una sola via per uscire da questo tunnel in cui il Paese è bloccato: agli operatori va dato il «riconoscimento dei reali costi minimi di esercizio». Parola del coordinatore degli autotrasportatori di Fita Cna, Dario Talini, che chiede ragionevolezza ad ambo le parti.
Talini, insomma, non ci sta a vedere raffigurati gli autotrasportatori come «il male del Paese, quando sono i primi su cui si sono scaricati in questi anni gli effetti disastrosi della crisi economica».
Dall’organizzazione degli operatori artigiani arriva un interrogativo: «Perché la mattina gli autotrasportatori dovrebbero salutare le famiglie, accendere il camion e rischiare ogni giorno la vita sulle strade, se da anni spendono più di quanto gli viene riconosciuto dalla committenza per ogni viaggio?».
I governi precedenti «hanno sempre disatteso tutte le promesse», invece il ministro Passera ha preso decisioni che «se saranno realmente attuate non saranno risolutive, ma sicuramente attenueranno le difficoltà quotidiane delle aziende: per questo Cna ha indicato la sospensione del fermo, in attesa dei tempi di una attuazione rapida e piena».
La Cna dice di «comprendere l'esasperazione degli autotrasportatori» ma «dissente fermamente da azioni che impediscono di viaggiare a chi, per ragione o per forza, non aderisce alla protesta».
La soluzione vera si avrà – dice Talini – solo »quando la committenza riconoscerà agli autotrasportatori almeno i costi minimi: se così non sarà anche l'auspicabile tregua non potrà durerà molto».
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