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CANTÙ

L’assessore dà ragione agli operatori: non sono robot

LIVORNO Recuperare almeno 3 o 4 posti per garantire il mantenimento dei servizi e per «esigenza di sopravvivenza lavorativa degli operatori». Di più, guardando ai fatti anziché alle promesse, non...

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Recuperare almeno 3 o 4 posti per garantire il mantenimento dei servizi e per «esigenza di sopravvivenza lavorativa degli operatori». Di più, guardando ai fatti anziché alle promesse, non sarà possibile fare.

L’assessore al sociale, Gabriele Cantù, la chiama proprio così: «Esigenza di sopravvivenza lavorativa». «La protesta degli assistenti sociali – interviene – è giustificatissima, perché un operatore non può seguire nel migliore dei modi più di 400 casi, non è un robot. Il personale fa appello alle deontologia professionale e ha ragione». D’altra parte, riprende, «dobbiamo tutelare i cittadini che sempre di più si rivolgono ai servizi. Non dimentichiamoci che in molti casi parliamo, come è giusto che sia, di bisogni tutelati dalla normativa regionale, che detta modi e tempi di intervento: un esempio è il soccorso agli anziani non autosufficienti».

Una puntualizzazione che l’assessore fa per arrivare a dire che «non possiamo prescindere dal calo dei finanziamenti e l’impossibilità di spendere o assumere oltre un certo tetto (anche in presenza delle risorse necessarie) per gli obblighi imposti dal patto di stabilità».

«Quello degli assistenti sociali – ripete Cantù – è un caso emblematico: di fronte all’aumento dei bisogni c’è l’impossibilità oggettiva di aumentare risorse e reclutare personale».

Significa che il Comune non farà niente? Cantù non promette la luna, ma non chiude la porta: «L’ufficio personale sta facendo alcune verifiche. Stiamo predisponendo un quadro per capire se nelle prossime settimane sarà possibile recuperare almeno 3 o 4 forze, magari facendo assunzioni a tempo determinato, per rispondere sia ai cittadini che agli operatori che lavorano davvero in condizioni difficilissime».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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