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Livorno

Nautica in rivolta pioggia di ricorsi contro la tassa extra

Nautica in rivolta pioggia di ricorsi contro la tassa extra

Il “popolo delle barchette” in assemblea: multati per errore anche ex presidenti di circolo che hanno lasciato 20 anni fa

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di Martina Corirossi

LIVORNO. Un ginepraio burocratico da fare impallidire i migliori giuristi. I circoli nautici si preparano a dare battaglia alla Regione Toscana sul caso dell’imposta aggiuntiva sulle concessioni demaniali.

Un folto gruppo di esponenti del “popolo delle barchette”, associato nel Consorzio Nautico di Livorno, si sono riuniti ieri pomeriggio alla Stazione Marittima per fare il punto della situazione.

Alla fine dello scorso dicembre il mondo della piccola nautica ha ricevuto una missiva con il timbro postale di Firenze. La Regione ha scritto ai circoli cittadini per notificare il mancato pagamento di una tassa extra sulle concessioni demaniali relativa al 2006, con tanto di multa.

Una mossa astuta – dicono gli esponenti del Consorzio – quella di inviare le raccomandate negli ultimi giorni dell’anno: in questo modo si evita che l’infrazione cada in prescrizione e si mangiano, sfruttando le festività, giorni preziosi ai presidenti dei circoli sul piede di guerra.

Ma se per i piccoli circoli di diportisti domenicali le cifre si aggirano intorno ai 300 euro, la richiesta vale anche per i grandi terminal e tutti i concessionari del porto. In questo caso i numeri crescono in maniera esponenziale e si parla di cifre a sei zeri. Due mondi lontani, uniti loro malgrado da questa trovata della Regione.

«Abbiamo avviato un fitto scambio di informazioni – spiega Piero Mantellassi, presidente del Consorzio Nautico – la presenza di questi colossi del porto ci fa sentire le spalle protette».

Ma la questione è delle più annose. Tutti coloro che hanno ricevuto la raccomandata si trovano di fronte a un bivio: pagare o impugnare il ricorso. Un nodo da sciogliere entro 60 giorni dalla notifica, quindi verosimilmente entro fine febbraio.

«Tuttavia – precisa l’avvocato Damiano Baudo – non è possibile procedere con un intervento collettivo, una sorta di class action per capirsi».

Questo significa che entro fine febbraio alla Regione Toscana sarà recapitata una pioggia di ricorsi, da parte di tutti i circoli nautici della costa, senza contare i giganti del porto. I tempi per procedere legalmente sono strettissimi, manca poco più di un mese – viene sottolineato – mentre quelli per avere risposta saranno biblici: «Non si tratta di una controversia che si potrà risolvere nell’arco di qualche mese», commenta l’avvocato fra scetticismo e preoccupazione.

La questione va chiarita, perché quello che tutti si aspettano e temono è che alla fine dell’anno la Regione bussi nuovamente ai circoli nautici per l’imposta relativa al 2007, senza escludere l’ipotesi che la sovrattassa divenga ordinaria.

E come se non bastasse ci sono i disguidi sui recapiti. Durante l’assemblea c’è chi si alza in piedi e sventolando la busta verde grida: «Ho ricevuto per errore la lettera del circolo sugli Scali D’Azeglio 5, c’è nessuno del Circolo della pesca?».

Alcuni non hanno ricevuto la raccomandata, altri l’hanno ricevuta a nome del circolo, altri ancora a nome del presidente. E poi ci sono le missive spedite a vecchi dirigenti. Il caso più eclatante è quello del circolo “Il Gabbiano”, in via Castelli. La raccomandata è stata inviata al presidente dimessosi dall’incarico niente meno che il 13 giugno 1991, ovvero 21 anni or sono. Ci sarebbe da farsi una grassa risata, non fosse che l’intestatario della raccomandata è in ogni caso obbligato a risponderne, pena il rischio di vedersi recapitare la cartella esattoriale ed incorrere nel pignoramento dei beni.

«Colui che ha ricevuto erroneamente la comunicazione – avverte Baudo – dovrebbe intraprendere l’azione legale per chiedere l’annullamento della ingiunzione. Questo dovrebbe avvenire entro febbraio e conoscendo i tempi della legge è un miraggio». Chi è stato tirato in ballo è a questo punto costretto a impugnare il ricorso. Una situazione surreale, visto che per scovare qualcosa su questo fantomatico tributo – dicono dal Consorzio – bisogna ripescare una legge regionale del 1971 che solo adesso la Toscana va a rispolverare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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