Il Tirreno

Livorno

Blocco dei Tir, distributori a secco e scaffali vuoti

Blocco dei Tir, distributori a secco e scaffali vuoti

A Viareggio blocco dei camionisti al casello dell’A12. Un autotrasportatore investito a Livorno. Problemi anche nella zona di Ponsacco, all’uscita della Fi-Pi-Li. Nei supermercati manca frutta, carne e pesce

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Continuano anche oggi i blocchi stradali dei camionisti che protestano contro il rincaro di autostrade, tasse e carburanti. Le manifestazioni, come già negli scorsi giorni, sta colpendo la zona dell’Aurelia a Livorno ma anche il casello di Viareggio dell’A12, dove la polizia stradale ha crato un varco per permettere agli automobilisti di passare. E ancora problemi anche nella zona di Ponsacco, all’uscita della Firenze-Pisa-Livorno.

E la situazione rimane critica per l’approvvigionamento dei carburanti, soprattutto il gasolio e soprattuto nelle stazioni di servizio della costa. Al punto che, intorno a mezzogiorno, praticamente tutte le pompe della zona di Pisa erano a secco.

Un autista investito a Livorno, assalto ai distributori. Stamani a Livorno ci sono stati anche due incidenti: uno in viale Leonardo da Vinci e l'altro in viale Petrarca. Nel primo un autista è stato investito da un tir dopo aver fatto rifornimento per aver forzato il posto di blocco. Le condizioni dell'uomo, un romeno di 30 anni, non destano preoccupazione. In viale Petrarca invece, si è verificato un tamponamento a catena al distributore Shell. Coinvolte 4 vetture.

Il timore degli automobilisti di rimanere a secco di carburante ha creato fin dal pomeriggio di ieri code davanti ai benzinai. La corsa al distributore, da parte dei cittadini che volevano assicurarsi un pieno di gasolio o di benzina, ha fatto sì che buona parte delle stazioni di servizio abbia terminato le scorte.  Inutile dire che sono stati stretti d’assedio i distributori che hanno ancora carburante. Fra questi risulta che abbia i maxi-serbatoi ancora ben forniti la stazione di servizio Shell all’interporto di Guasticce (accesso dalla superstrada Fi-Pi-Li). 

«Il carburante è una delle materie maggiormente trasportate dai tir – spiega Dario Talini, dirigente provinciale Cna, che sta monitorando lo sciopero dei mezzi pesanti – è logico prevedere un esaurimento delle scorte. Secondo quanto ci risulta, comunque, pare che siano state le stesse raffinerie a mettere in atto un'azione preventiva, non facendo partire autobotti cariche di benzina o gasolio che con lo sciopero sarebbero state pericolose e difficilmente controllabili». 

Rallentamenti sulla Fi-Pi-Li. Autotrasportatori ancora sulle barricate allo svincolo di Ponsacco (Pisa) della Firenze-Pisa-Livorno. Circa 50 tir si sono radunati come ieri alla rotonda, lasciando varchi per la circolazione, ma rallentando comunque il traffico delle auto. Nessun disagio particolare, ma tanta rabbia tra i camionisti che rivendicano un trattamento differente da parte delle aziende per le quali trasportano merce e dal governo, rispetto alle spese che devono sostenere in ogni viaggio. «In un viaggio da Livorno a Milano, tra quello che incassiamo e ciò che dobbiamo spendere fra gasolio e pedaggi autostradali rimettiamo almeno 30 euro», spiega Antonio Maniscalco di Ponsacco. Nel mirino degli autotrasportatori anche i tempi di pagamento. «Molti di noi trasportano rifiuti per aziende legate alle pubbliche amministrazioni - dice Federico Grassi di Casciana Terme - ma poi veniamo pagati anche a 240 giorni. Mentre noi le rate del leasing dei mezzi o le riparazioni le dobbiamo saldare subito». Una paga media di un autista di mezzi pesanti va da 0,85 a 0,90 euro a chilometro. «Se pensate a che livelli è il gasolio o il pedaggio autostradale capite bene in quali difficoltà sia la nostra categoria», sottolinea Stefano Fontanelli di Capannoli.

Sabato 300 camionisti apuani in piazza. Trecento tir del marmo in piazza sabato mattina alle 10 con ritrovo alla Camera di commercio: è la grande mobilitazione di tutte le imprese apuo-versiliesi associate alla FIta Cna che sono pronte a consegnare simbolicamente le chiavi delle aziende al prefetto Giuseppe Merendino. «I camionisti - si legge in una nota della Fita Cna di Massa Carrara che raccoglie la stragrande maggioranza delle imprese che operano nel settore delle cave - stanno pagando un costo salatissimo per l'autotrasporto: +58% in due anni. Il carburante costa per un'impresa 3 mila euro in più l'anno, pedaggi autostradali, assicurazioni e concorrenza sleale degli autisti stranieri affondano il settore». La tabella costi elaborata dalla Fita Cna su un campione di imprese locali riferisce che nel 2010 il carburante è aumentato del 26%, nel 2011 del 25%. Un'azienda con due veicoli per il trasporto in linea, nel 2009 aveva speso complessivamente 48 mila euro (iva esclusa) per rifornire i due mezzi, nel 2010 61 mila euro e nel 2011 76 mila euro. Il carburante al litro è schizzato da 1 euro a 1,70 euro.  «La somma dei rincari sta affondando la categoria - dice Paolo Crudeli presidente provinciale Fita-Cna - si registra anche il 50% in più dei costi assicurativi».

E a Massa è accaduto un fatto grave: tre grossi Tir, di un unico proprietario tra quelli che non hanno preso parte allo sciopero, sono stati danneggiati nella notte. I mezzi erano parcheggiati in un piazzale privato a Marina di Massa. 24 pneumatici sono stati completamente squarciati per un danno economico complessivo che supera i 5.000 euro. Il proprietario dei tir ha trovato la rete di recinzione tagliata per entrare nel piazzale e i pneumatici squarciati e ha sporto denuncia ai carabinieri di Massa, che al momento non hanno registrato altri atti di vandalismo sul territorio provinciale. La Fita Cna di Massa Carrara lancia comunque l’allarme: «Registriamo degli episodi gravissimi che nulla hanno a che fare con l’autotrasporto e con la maggior parte degli operatori del settore che stanno dimostrando senso di responsabilità e capacità di non farsi strumentalizzare- dice Paolo Crudeli, Presidente Cna Fita Massa Carrara- ci auguriamo che i responsabili vengano individuati quanto prima».

Fita ha calcolato anche il costo per acquistare 5 mila litri di carburante in extra rete, canale che garantisce un costo inferiore: a gennaio 2011 le aziende hanno speso 5.300 euro, a settembre 2011  oltre 7 mila euro e nel mese di gennaio 2012 si arriva a 8.288 euro. Il costo extra rete è aumentato di circa 3 mila euro rispetto all'anno precedente, 250 euro in più al mese. «Stiamo assistendo - conclude Crudeli - alla chiusura inarrestabile delle imprese di autotrasporto che cercano di operare nel rispetto della norma. Per sopravvivere saremmo costretti a non rispettarle. La concorrenza sleale dei vettori stranieri che si propongono con costi di gestione inferiori è dettata da operatori che non rispettano la normativa: c'è chi guida senza rispettare le norme sulla sicurezza, tempi di guida e riposo, codice della strada. E sta andando tutto in malora».

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