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Respinta la proposta Idv, rottura vicina

Respinta la proposta Idv, rottura vicina

De Filicaia (Pd): «Inaccettabile il documento dei dipietristi». Oggi incontro decisivo tra Cosimi ed Evangelisti

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LIVORNO

L’Idv non ci sta a farsi dettare le condizioni dal Pd e il segretario regionale Fabio Evangelisti non ha alcuna intenzione - così come avevamo anticipato sul giornale di ieri- di togliere a Andrea Romano l’incarico di capogruppo in Comune.

Quindi c’è il serio rischio che si vada a uno scontro. Alessandro Cosimi, con il pieno appoggio del partito democratico, ha infatti chiesto ai vertici dell’Idv un segnale di fedeltà all’alleanza, che si traduce nel ridimensionamento di Andrea Romano, pena la rottura della coalizione: c’è da chiedersi se di fronte al gran rifiuto dei dipietristi il sindaco andrà avanti per la sua strada - con una maggioranza ridotta e con una nuova giunta - o se invece farà un passo indietro, accettando soluzioni meno traumatiche.

Lo sapremo solo oggi, quando Cosimi incontrerà Evangelisti o avrà comunque con lui un colloquio telefonico. Un incontro che si annuncia decisivo. Di certo c’è che ieri sera, l’ipotesi di uno strappo fra Pd e Idv era quella più gettonata sul versante dei democratici.

Pare infatti che in tarda serata, i vertici livornesi dell’Idv - d’intesa con quelli regionali - abbiano trasmesso alla segreteria del Pd un comunicato molto distensivo, dai toni concilianti, con apprezzamenti al lavoro svolto dal sindaco, con un elenco degli obiettivi raggiunti insieme e la rinnovata volontà di raggiungerne altri.

Quel documento, però, non conteneva alcun riferimento a Romano. E proprio per questo motivo sarebbe stato ritenuto inaccettabile sia dal sindaco, sia da Yari De Filicaia . Anzi, il segretario comunale del Pd avrebbe detto no alla richiesta di Benedetto Tuci (reggente dell’Idv livornese) di firmare congiuntamente quel documento. Ponendo di fatto le condizioni per una rottura definitiva.

Un epilogo a cui continua ad opporsi l’Idv. «Non ci sono le condizioni per rompere la coalizione - aveva dichiarato nel pomeriggio Tuci - Dobbiamo spostare la discussione interna alla maggioranza sulle cose da fare, lasciando perdere i personalismi. Abbiamo delle responsabilità nei confronti della città: i conflitti a livello personale non devono e non possono condizionare l’attività di governo. Soprattutto in questa seconda metà del mandato amministrativo».

Poi, però, Tuci aveva fatto capire che la condizione posta dal Pd, cioè il ridimensionamento di Romano, non sarebbe stata presa in con siderazione dall’Idv. «Non abbiamo preso alcun provvedimento nei confronti di Andrea Romano - sottolineava - e non ci sono motivi perchè non continui a fare il capogruppo in Comune. Ci impegneremo però ad eliminare le situazione di conflitto:questo è il segnale che vogliamo dare alla maggioranza».

Troppo poco per il Pd, tant’è che nel tardo pomeriggio di ieri il segretario comunale confermava la linea stabilita nell’incontro dell’altra sera. «Noi rimaniamo fermi sulle posizioni che abbiamo già spiegato a Evangelisti - affermava De Filicaia - Se confermeranno Romano capogruppo in Comune, vuol dire che la linea dell’Idv livornese è la sua e quindi non può più esserci l’alleanza. Comunque sarà decisivo quello che si diranno Cosimi e Evangelisti»

Questo era il clima, ben poco conciliante, che si respirava nel tardo pomeriggio di ieri. Con la sensazione che la crisi fosse ormai a un passo dal precipitare.

Sensazione che ha trovato conferma nella tarda serata di ieri, dopo che il sindaco e i vertici del Pd livornese hanno avuto modo di leggere la nota trasmessa dall’Idv. Nè Cosimi nè De Filicaia hanno voluto rilasciare dichiarazioni su quel documento, ma è stato facile intuire il disappunto per il suo contenuto. E la decisione di De Filicaia di non firmare la nota e di rispedirla al mittente dice che la distanza tra Pd e Idv è aumentata ancora.

Oggi il confronto decisivo tra Cosimi e Evangelisti, con il sindaco che pare però irremovibile: se Romano resterà capogruppo, la rottura sarà inevitabile. Una decisione che, se sarà presa, finirà tutta sulle spalle di Cosimi: ci sarà da modificare per l’ennesima volta gli assetti di giunta e, soprattutto, la maggioranza in consiglio sarà molto esigua.

Ma ormai non sembra esserci più tempo per tornare indietro.

Alessandro Guarducci

Juna Goti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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