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Giudice ordina alla scuola «Date i prof di sostegno»

Giudice ordina alla scuola «Date i prof di sostegno»

I genitori di due ragazzi disabili dell’Istituto Vespucci si erano rivolti al Tar per avere il personale che assistesse i loro figli tutti i giorni: hanno vinto la causa

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di Federico Lazzotti

LIVORNO

Mamma Alessandra ha in mente di fare una bella festa con sua figlia, ma per ordinare il dolce di cui Giulia è più golosa aspetta l’ultima telefonata, quella che dovrebbe arrivare a giorni dall’istituto professionale Vespucci. «A sua figlia – le dirà la professoressa responsabile degli studenti con handicap – sono state riconosciute le diciotto ore di sostegno settimanali previste dalla legge, nonostante i tagli degli ultimi due anni le avessero dimezzate».

La decisione è stata messa nero su bianco da due ordinanze del Tar di Firenze pubblicate giovedì mattina e che dovranno essere applicate – scrivono i tre magistrati – entro il prossimo 20 di febbraio.

Al centro del dibattito il ricorso presentato nell’ottobre scorso da parte degli avvocati Alessandra Del Secco e Bruno Bellandi, per conto dei genitori di due studenti «con gravi disabilità» rispettivamente iscritti alla seconda e terza superiore dell’Istituto Vespucci. «Dallo scorso anno – racconta la madre di una dei due alunni – con i tagli alla scuola il Provveditorato ha ridotto le risorse e la scuola è stata costretta a tagliare le ore. Mia figlia, ad oggi, durante l’orario scolastico ha un’insegnante che la segue solo per due ore. Il resto del tempo sta alla bontà degli insegnanti e del personale non docente starle dietro e darle qualcosa da fare. Tutti a scuola sono molto disponibili e ci aiutano, ma sapere che tra qualche giorno Giulia potrebbe essere seguita per tutta la mattina mi rende felice e mi dà una speranza: vedere dei miglioramenti».

Il consiglio di rivolgersi al tribunale amministrativo è arrivato dal corpo insegnate dai vertici fino all’ultimo dei professori. «Se volete ottenere qualcosa, quella del Tar è l’unica strada percorribile».È così che è partita la causa.

La richiesta dei legali è stata di sospendere «il provvedimento del dirigente scolastico» nel quale vengono assegnate nove ore settimanali di sostegno. Gli avvocati hanno puntato il dito sul «diritto del minore ad usufruire di diciotto ore settimanali, in considerazione della gravità della disabilità sofferta e della inadeguatezza della misura ad essa accordata dal dirigente».

Durante la camera di consiglio di mercoledì, i tre magistrati hanno anche ascoltato un esperto e sentito le parti. La premessa, prima di scrivere l’ordinanza è stata proprio quella di quantificare in 18 ore quelle previste per gli alunni con handicap. «L’assegnazione di un numero di ore ridotto alla metà rispetto a quello corrispondente alle esigenze – è la premessa – appare giustificata solo dall’insufficienza delle risorse disponibili». Ma c’è un però determinante nella lettura dei giudici che potrebbe fare scuola. «Trattandosi di soggetti con disabilità gravi – scrivono – il soddisfacimento può essere assicurato anche mediante l’assunzione in deroga di insegnati a tempo determinato». Ecco perché il Tar ha accolto la richiesta delle famiglie e fissa al 20 febbraio la data nella quale la scuola deve adempiere all’ordinanza. Mentre per il 16 maggio è prevista la trattazione della causa nel marito. A quella data, la speranza di mamma Alessandra, è quella di aver già comprato il dolce per sua figlia Giulia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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