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Dure accuse in diretta tv

Elisabetta Giorgi
Dure accuse in diretta tv

A Porta a Porta un sopravvissuto denuncia: «Trattati male in un albergo di Grosseto»

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GROSSETO

Soccorritori eccezionali i gigliesi e selvaggi sciacalli i grossetani, che avrebbero venduto sigarette a prezzo maggiorato e non avrebbero fornito spazzolino e dentifricio?

«E pensare che molti di noi erano senza soldi...», accusa un naufrago che - dal salotto della trasmissione di punta della Rai - a ora notturna si è rivolto direttamente a milioni di telespettatori italiani, scatenando un putiferio. È così che la polemica sui soccorsi ai naufraghi è rimbalzata in tv due sere fa, diventando protagonista notturna di una puntata di Porta a Porta e rivelando un possibile tarlo sull’efficienza e l’effettiva generosità di chi, a Grosseto, ha accolto i sopravvissuti. Gli albergatori.

Niente a che fare con l’isola del Giglio, su cui i complimenti dei naufraghi si sono sprecati (tolta la denuncia di quattro francesi). In diretta nazionale si è parlato del capoluogo maremmano, che ha accolto e sistemato in una quarantina d’alberghi più di 800 sopravvissuti alla Concordia.

La trasmissione di Bruno Vespa ha dedicato la sua puntata speciale alla tragedia della Costa Concordia mercoledì sera. Negli studi della Rai di Roma erano ospiti alcuni membri dell’equipaggio della nave affondata venerdì 13 gennaio vicino alle cose dell’Isola del Giglio, e una piccola rappresentanza dei passeggeri della nave che hanno portato la loro testimonianza.

La troupe Rai, difatti, questi giorni era stata avvistata in qualche struttura ricettiva maremmana dove ha girato interviste a italiani e stranieri scampati alla tragedia: tutti membri dell’equipaggio di varia nazionalità. Cuochi, animatori, assistenti di bordo. Italiani, moldavi, indonesiani.

La puntata, andata poi in onda mercoledì, ha trasmesso le interviste ma ha anche chiamato in studio - in diretta - alcuni naufraghi tornati via dalla Maremma. Seduto tra loro, uno di loro interviene. Intanto scorrono le immagini di un albergo.

«Io sono stato lì. È vero che ci hanno accolto e dato il possibile, ma io volevo denunciare una cosa... Cioè che siamo arrivati là... E molti di noi erano senza soldi. E io non trovo giusto che in una struttura come quella che ci ospita s i possano vendere sigarette a prezzo maggiorato...».

Vespa ascolta, ogni tanto socchiude gli occhi, passeggia avanti e indietro e rivolto all’interlocutore gli fa. «Se è vero è molto antipatico. È molto, molto antipatico...»

Torna in campo l’intervistato, che riprende il filo del discorso e incalza. «Io capisco tutto, capisco la mole di lavoro, ma lasciarci due giorni senza dentifricio e senza spazzolino...». Vespa riprende la parola e ha cura di stemperare il clima, se non fosse per restituire coerenza al filo logico fin lì intavolato (gli estenuanti soccorsi all’isola del Giglio) e specificando come - nel corso della trasmissione - «io avevo voluto spezzare una lancia a favore del popolo gigliese....».

In sala il clima si infervora un po’ e gli ospiti si affrettano a chiarire l’equivoco. Spuntano in campo altri interlocutori e il dibattito si allarga. «No, no, io veramente stavo parlando di Grosseto... Perché al Giglio sono stati fantastici».

Mentre gli ospiti in studio parlano, scorrono le immagini di uno di una notissima struttura ricettiva che tutti i grossetani hanno riconosciuto, sobbalzando dal letto di casa.

In studio si accende il dibattito. Eroi i gigliesi? Sciacalli a Grosseto? Così la trasmissione vola in chiusura, suscitando il disappunto degli ospiti che dalle seggiole borbottano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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