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I Curcio rimasti senza barca «E ora non lasciamoli soli»

I Curcio rimasti senza barca «E ora non lasciamoli soli»

LIVORNO «Non lasciamo sola questa famiglia. Mi rivolgo agli amici: state loro vicino, non solo oggi, ma anche domani e negli anni, anche quando questa tragedia sarà solo un ricordo». È l’appello che...

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«Non lasciamo sola questa famiglia. Mi rivolgo agli amici: state loro vicino, non solo oggi, ma anche domani e negli anni, anche quando questa tragedia sarà solo un ricordo». È l’appello che don Tomas Zurek rivolge a tutti i parenti e gli amici dei Curcio, presenti ieri pomeriggio al funerale di Silverio nella chiesa di San Benedetto, in piazza XX Settembre.

È un momento drammatico per la famiglia dei pescatori: oltre al dolore incommensurabile per la perdita dei due pescatori, grande è anche la preoccupazione per il futuro. Assunta, moglie di Silverio, non lavora.

Davide ha lasciato la moglie Ilaria, casalinga, e un bimbo di 4 anni. E il peschereccio Santa Lucia II è distrutto, inabissato a Vada, a 70 metri di profondità. La pesca era l’unica fonte di sostentamento per la famiglia. E la perdita della barca è notevole.

Lo testimonia Silverio Romano, socio di Silverio Curcio, che è anche lo zio di primo grado di sua moglie. La barca dovrebbe essere tirata su nei prossimi giorni.

«Spero tanto che qualcosa si possa recuperare, anche se non so se sarà possibile - dice Romano - Il danno è grosso: solo la strumentazione ha un valore di circa 40-50mila euro, a cui vanno aggiunti altri 3-4mila per le batterie e per l’alternatore. Credo che in tutto si parli di oltre 60mila euro». Ma la preoccupazione maggiore di Silverio Romano è per la famiglia del suo amico.

«Staremo loro vicini in tutti i modi - assicura - E non potrebbe essere altrimenti. Io e Silverio siamo stati in società per 36 anni, siamo anche parenti. Ne abbiamo passate di tutti i colori, Davide per me era come un figlio. Non li abbandoneremo».

L’affetto nei confronti dei Curcio s’è evidenziato già ieri pomeriggio, nel corso del funerale, a cui sono accorse centinaia di persone tra cui molti pescatori, sia giovani sia di mezza età, che avevano conosciuto e condiviso l’esperienza in mare con Silverio e Davide, considerati i massimi esponenti - i leader - della comunità dei ponzesi. Il sacerdote l’ha sottolineato più volte: «In questi dieci anni ho avuto modo di conoscere e apprezzare le doti dei Curcio, una famiglia unita con sani principi, basati soprattutto sulla sacralità del lavoro, anche nelle fasi più critiche».

La solidarietà della gente di mare è massima nei confronti delle vedove Curcio, ma anche delle tre figlie di Silverio, Sabrina, Fabiola e Veronica, molto conosciute e stimate in città. Ora a farsi coraggio dovrà essere soprattutto Ilaria, che ha un bimbo piccolo da crescere - dice un’amica di famiglia - ma in nome dell’amore per Davide ce la farà».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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