Il presidio
Incubo maltempo per la nave e l’isola
Giovedì mare grosso e vento forte, il pericolo è lo sversamento del gasolio contenuto nei serbatoi
di Francesca Gori
ISOLA DEL GIGLIO
Sono le onde e il vento, ora, a fare paura ai gigliesi. Le previsioni meteo non annunciano nulla di buono.
Da domani il mare dovrebbe cominciare ad incresparsi. Il peggio però, è previsto per giovedì: vento a 40 chilometri orari e onde. Una tragedia, per l’isola che guarda, dall’altra parte del canale, l’Argentario. I serbatoi della Costa Concordia sono pieni. Ci sono duemila quattrocento tonnellate di gasolio in quella nave. I tecnici sono già al lavoro per evitare il peggio. Se quel carburante dovesse uscire da lì, sarebbe un disastro. Ambientale, certo, ma anche per l’economia dell’isola che punta tutto sul turismo.
Chi vive al Giglio lo sa bene che quella nave non verrà tolta da lì in tempi rapidi. Ci vorranno mesi, se non anni. Tutto dipende da come i tecnici potranno affrontare la situazione. Intanto ci sono altre vite da salvare, altri dispersi che per ora non sono stati ancora trovati. Ma martedì mattina gli specialisti saranno già al lavoro per evitare il peggio.
Ora come ora, la Costa Concordia fa parte del paesaggio dell’isola. «Intanto bisogna pensare a mettere in salvo le persone che sono dentro la nave - dice Mario Pellegrini, vicesindaco dell’isola - ma quello che più ci preoccupa è il disastro ambientale che potrebbe essere causato dalla fuoriuscita di gasolio». I gigliesi lo sanno bene. La cartolina che si apre davanti agli occhi di chi arriva con il traghetto a Giglio porto è quell’immagine delle casette colorate. Del faro rosso e di quello verde, del rosa, dell’azzuro e del giallo delle facciate che si specchiano su quel mare turchese. Così limpido da contare i sassi sul fondale. Da venerdì sera c’è anche quella grande nave sdraiata su un fianco. Si vede bene anche spostandosi verso l’interno dell’isola, camminando per qualche metro nella salita che si inerpica dietro la chiesa fino all’hotel Bahama. I gigliesi ce l’hanno sotto gli occhi. E dal punto di vista economico, quella nave lì non è proprio quello che ci voleva. «La stagione è alle porte - dice l’ex sindaco Attilio Brothel - se va a farsi friggere noi sull’isola siamo a pane e acqua».
Servono soluzioni ora. Innanzitutto cercare di mettere in sicurezza la nave in attesa della mareggiata annunciata per giovedì. «Se arriva il mare grosso qui succede un disastro - aggiunge Brothel - una soluzione potrebbe essere quella di assicurarla con dei cavi alla scogliera. Bisogna evitare che scarrocci».
E anche che si inabissi. Sull’isola ci sono già i tecnici di una società specializzata per capire come fare a togliere il carburante senza perderne nemmeno una goccia. «Su questo non transigiamo - aggiune Pellegrini - se poi la nave resterà lì un po’ brutta e arrugginita, i turisti capiranno. L’importante è limitare i danni». Il Giglio vive di turismo. E le ripercussioni potrebbero essere disastrose. Chi frequenta l’isola, quest’estate dovrà almeno rinunciare a fare un tuffo dalla scogliera sulla quale si è adagiata la nave. I barcaroli del Giglio ogni giorno fanno la spola dal porto a quel tratto di costa a due passi dal paese per accompagnare chi sbarca la mattina con il traghetto e torna via la sera. «E’ un punto molto frequentato - dice Brothel - anche perché è facilmente raggiungibile». Il problema, certo, non sarà rinunciare per qualche mese a quel tratto di roccia che degrada dolcemente verso il mare. Il problema è tutto in quel gasolio che è ancora stoccato dentro i serbatoi della Concordia. E l’arrivo del maltempo è quello che fa più paura a chi abita sull’isola e ai soccorritori che sono al lavoro. Domani arriveranno gli specialisti olandesi della Smit, per il bunkeraggio della nave. Giovedì invece, a dettare il calendario di quello che succederà al Giglio sarà il mare. Saranno le onde e il vento. In questo caso, nessuno potrà fare nulla.
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