Il Tirreno

Livorno

Costa concordia

I marinai coraggiosi della Toremar

Hanno aiutato i soccorritori a estrarre le persone dalla nave da crociera per portarle a terra

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ISOLA DEL GIGLIO

  I veri protagonisti dei soccorsi sono stati i gigliesi, che non dimenticheranno mai quel venerdì notte. Il primo ad accorgersi di quello che stava succedendo, è stato il comandante della Aegilium, il traghetto della Toremar. Fiorentino Agnello ha gridato: «Ragazzi, ragazzi, presto, la Concordia è in difficoltà». E l’equipaggio del traghetto ha risposto in un attimo. Tutti, nel giro di pochi minuti, hanno cominciato a darsi da fare appena ricevuto l’ordine di poter uscire dal porto, per dare assistenza ai naufraghi, nonostante le difficoltà nelle manovre. In poco tempo, vicino alla Concordia di navi e imbarcazioni ne sono arrivate altre. Gli uomini della Aegilium hanno cominciato a recuperare i naufraghi dalle zattere, portate sotto costa dalla capitaneria e dalla guardia di finanza. Tante persone soccorso sono salite sulla motonave della Toremar, dove hanno trovato il cuoco Giuliano prati e un cameriere, Cosimo Ciminiello, che hanno dato loro cibo e coperte. «Dopo il recupero delle terza zattera di salvataggio - racconta il nostromo Massimo Bancalà - il comandante ha dato l’ordine di ammainare il battello veloce e il primo ufficiale Luigi Rossi ha chiamato la squadra e siamo partiti per soccorrere altri naufraghi». Sulla Aegilium c’era anche il meccanico Massimo Sabatini. «Quando siamo arrivati alla nave - dice Bancalà - la scena sembrava quella di un film, ma quello a cui stavamo assistendo era realtà. Migliaia di persone, raccolte nei punti riunione, tentavano di scendere dalle scalette biscagline. Uno spettacolo che sicuramente non riusciremo mai a dimenticare». Gli uomini della Toremar hanno controllato il lato a dritta per escludere la presenza di naufraghi. «La Concordia - spiega - era inclinata di 90°. Era buio e  la luce veniva usata nel lato dove si trovavano i naufraghi che dovevano scendere dalle scalette». Bancalà, che sull’isola c’è nato e cresciuto, ha deciso, insieme a Sabatini,  di avvicinarsi più vicino possibile alla costa. «Sulla punta del Lazzaretto - racconta - abbiamo trovato due naufraghi che abbiamo portato in porto». Poi hanno dato una mano ai sommozzatori dei vigili del fuoco che hanno rotto un vetro delle passeggiate superiori, per far uscire due membri dell’equipaggio che erano rimasti intrappolati nella nave».

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