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Bidoni e naufragio, summit col ministro
Oggi Clini al conclave in prefettura. E giovedì in assemblea il fronte della protesta sul caso dei fusti tossici finiti in mare
LIVORNO
L'allarme è stato lanciato dal varco Galvani, in porto, intorno alle 11 di sabato: un lavoratore di Ltm (società del terminal riservato alla movimentazione di merci e traffici ro/ro) ha rischiato di essere schiacciato durante le operazioni di accosto del traghetto Eliana, che fa parte della linea Moby Line.
Come raccontano alcuni testimoni, durante la manovra di posizionamento del rimorchio il lavoratore, un rizzatore livornese di 40 anni, è rimasto intrappolato fra la parete della nave e la ralla.
Subito è scattata la chiamata al 118 e la corsa dei volontari. Alla fine, dopo il grande spavento dei colleghi e dei responsabili, il lavoratore se l'è cavata con tre costole rotte.
Ma sulle banchine infuria la polemica. Tra i rappresentanti sindacali, infatti, c’è da tempo chi chiede maggiore attenzione e lamenta la «mancanza di formazione costante ai lavoratori che poi non rispettano la procedura di sicurezza».
Agli accosti dei traghetti c'è anche chi chiede con forza alle diverse imprese portuali di aumentare il numero dei cosiddetti segnalatori.
In altre parole investire di più sui portuali che seguono da vicino le operazioni di posizionamento delle imbarcazioni in modo da evitare - o almeno cercare di evitare - nuovi incidenti.
Nei prossimi giorni non sono escluse iniziative sindacali sulle banchine.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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