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Livorno

Via dalla banca con 20mila euro

Via dalla banca con 20mila euro

Rapina alla Cassa di Risparmi in via Provinciale Pisana, dipendenti minacciati con un taglierino

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di Federico Lazzotti

LIVORNO

Esile, al limite della magrezza, non molto alto, «tra l’uno e sessanta e l’uno e settanta», l’hanno descritto clienti e dipendenti. Poche parole: «Datemi i soldi», pronunciate dietro a un cappello di colore blu calato sul viso e un paio di occhiali scuri sugli occhi. In mano un taglierino con il quale ha minacciato i cassieri seduti al di là del bancone. Poi la fuga, a piedi, con il bottino, circa ventimila euro, nascosti in una busta che si è fatto consegnare con il denaro. «L’ho visto andare verso la piazza della Guglia», ha raccontato un passante. Poi il vuoto. E le ricerche.

È questa la descrizione della rapina messa a segno ieri mattina nella filiale della Cassa di Risparmi di Lucca, Pisa e Livorno di via Provinciale Pisana. Si tratta del quarto colpo in altrettante agenzie dello stesso istituto di credito negli ultimi trentasei giorni. «Non abbiamo notato nessun collegamento con i colpi messi a segno nell’ultimo mese», spiegano dagli uffici della squadra mobile dove indagano su tre delle quattro rapine, allontanando l’ipotesi di un qualsiasi collegamento.

A corroborare l’ipotesi di più autori, la descrizione delle rapine precedenti: erano in due, uno dei quali mascherato, e sono scappati a bordo di uno scooter il 5 dicembre dopo aver svaligiato la filiale di via San Jacopo. Il 16 è toccato a quella in via Pannocchia, tre gironi più tardi, il 19, colpo fotocopia in via Sant’Andrea. «In entrambi i casi - è la ricostruzione degli inquirenti - si è trattato di due persone che indossavano una calzamaglia in testa e hanno minacciato dipendenti e clienti con un taglierino».

Ieri mattina l’allarme in via Provinciale Pisana, nel quartiere di Fiorentina, zona nord della città, è scattato intorno alle 11,30. In quel momento all’interno dell’agenzia c’erano sei persone tra clienti e dipendenti. «Indossava un giubbotto blu oltre al berretto e gli occhiali aveva il volto coperto da una sciarpa». In mano aveva un taglierino, arma che in effetti, spiegano le forze dell’ordine, può eludere l’allarme delle porte “a bussolà” che si trovano all’ingresso delle banche. Nessuno, tra impiegati e clienti, «è stato ferito o aggredito», confermano.

Il malvivente sarebbe poi fuggito a piedi. In tutto il colpo sarebbe durato meno di cinque minuti, tutti impressi nella registrazione delle telecamere a circuito chiuso all’interno della banca. «Le stiamo analizzando», spiegano gli investigatori. Nel fascicolo finiranno anche i rilievi della scientifica che è andata a caccia di impronte. Fino al tardo pomeriggio gli agenti hanno ascoltato le sei persone che erano all’interno della banca nel momento della rapina.

Oltre alla descrizione del rapinatore chi ha assistito al colpo ha raccontato che il malvivente è uscito dalla banca a piedi dopodiché si è diretto verso piazza della Guglia. È qui che finiscono le tracce del rapinatore e iniziano le indagini della squadra mobile. A caccia di un uomo sulla quarantina, esile, tra l’uno e sessanta e l’uno e settanta, con ventimila ancora in tasca.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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