Il Tirreno

Livorno

È un fantasma il nuovo talento dei graffiti

Federico Lazzotti
<strong>STILIZZATO </strong>Sopra il cartello allo svincolo del Calambrone
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STILIZZATO Sopra il cartello allo svincolo del Calambrone

Si firma "Floodder", inondazione: molti lo considerano l'erede di Zeb

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LIVORNO. È un fantasma che cambia colore e posizione l'ultimo tormentone sui muri della città: è celeste e azzurro con il corpo che ondeggia accanto al moletto di Antignano, giallo e nero con la testa reclinata sotto il ponte del Marroccone, verde e stilizzato sopra un cartello stradale allo svincolo della superstrada, azzurro e fuori asse in via Corridori ad Antignano, nero con bordi verdi e leggermente inclinato all'angolo tra via Forte dei Cavalleggeri e via San Jacopo in Acquaviva.

In città, molto probabilmente, ci sono altri fantasmi di colori diversi disegnati agli angoli delle strade, sotto qualche cavalcavia o sopra a un cartello stradale. Accanto al disegno sempre e solo una parola: Floodder. Si firma così il nuovo talento dei writer livornesi. Un nickname, un soprannome, che in inglese significa alluvione, inondazione. Saremo indondati da centinaia di fantasmini sparsi per la città, viene da chiedersi. Forse sì. Almeno a leggere il significato che il termine ha assunto nel mondo informatico.

«Nel caso in cui l'obiettivo del floodder sia una chat - si legge su Wikipedia - una mailing list, un forum o un social network, la generazione di grandi quantità di messaggi ripetuti a pochi secondi l'uno dall'altro provocherà la perdita dei messaggi precedentemente scritti dagli altri utenti e quindi il momentaneo inutilizzo del sito. Spesso questa tecnica viene associata allo spamming per dare maggiore visibilità ai messaggi di spam».

Dunque il fantasma sembra essere un messaggio da ripetere all'infinito per distogliere l'attenzione di coloro che passano. Secondo i colleghi l'anonimo disegnatore, rispetto agli inizi sta anche migliorando il tratto. «Rispetto al cartello stradale molto stilizzato - spiega un ragazzo che alle bombolette dà del tu - il disegno in via Forte dei Cavalleggeri è molto più curato».

Sicuramente Floodder ha uno stile riconoscibile e a differenza dei suoi predecessori, primo fra tutti l'indimenticato Zeb, si discosta dal passato: non scrive, disegna e basta. Con lui addio alle frasi dissacranti in stile anni Ottanta e Novanta, ma anche agli sfottò che sullo sfondo avevano la rivalità sportiva, quando cestistica (vedi l'astio tra Libertas e Pl) quando calcistica, con i cugini pisani.

Adesso scrivere sui muri sembra sempre più collegato ad una contestazione sociale, con la comparsa nelle principali strade della città, e non succede solo a Livorno, di campagne contro il nucleare, il rigassificatore o contro le morti sul lavoro sfruttando proprio la tecnica del murales e costruendo scritte o scimmiottando le facce dei politici. Ma gli autori nel caso vengano pizzicati rischiano comunque una multa salata e una denuncia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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