Assemblea preoccupata ma senza resa dei conti. Pace fra vertici della coop e sindacato
Stop alla vendita di Tdt
Mauro Zucchelli
Portuali, arriva un superconsulente per il piano di rilancio
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LIVORNO. L'assemblea dei portuali non sarà stata una passeggiata per l'attuale gruppo dirigente della Compagnia guidata da Enzo Raugei ma ieri in sala Montecitorio non è andata in scena uno psicodramma né uno scontro all'ultimo sangue. Ma il faccia a faccia ha messo un punto fermo: niente vendita di niente senza passare da un nuovo faccia a faccia con i lavoratori. E' un punto fermo che suona come un altolà agli scenari paventati da chi temeva la svendita dei "gioielli di famiglia". Anzi, del gioiello: un passaggio di quote del terminal Tdt che avrebbe consegnato ai partner genovesi guidati da Luigi Negri la maggioranza nella società che ha in pugno la banchina che rappresenta il "cuore" del porto (ed è uno dei primi 25 terminal contenitori del Mediterraneo). Peraltro, l'aveva già annunciato al Tirreno nei giorni scorsi il presidente della Compagnia Enzo Raugei. Nel frattempo, è arrivato nel quartier generale di via San Giovanni un supermanager inviato da Fidi Toscana (la finanziaria di Regione, banche e istituzioni locali) come consulente per dare una mano alla Compagnia portuale a mettere a punto un piano che faccia quadrare le cose dal punto di via delle finanze e al tempo stesso abbia le carte in regola per il rilancio produttivo. Il consulente, che si dice abbia alle spalle incarichi di vertice tanto nel Monte dei Paschi come pure in CariPrato (ma anche un ruolo forte in Fidi), è già al lavoro da ieri pomeriggio. Al fianco della Compagnia è arrivata anche la Lega Coop: anche in questo caso, a quanto è stato possibile sapere, non ci si limiterà ad aprire i cordoni della borsa (in questa fase in cui le banche non amano affatto farlo). Anche l'équipe di esperti delle "coop rosse" toscane scenderà in campo per collaborare alla stesura del piano. «Ci siamo dati un mese di tempo o forse qualcosina di più - afferma Raugei - per fare la radiografia a 360 gradi delle nostre partecipazioni e capire cosa cedere per recuperare risorse e su cosa invece puntare per costruire una nuova fase di sviluppo. Lo faremo anche passando attraverso una capillare rete di incontri con i lavoratori a piccoli gruppi per arrivare a una elaborazione la più possibile partecipata. Poi torneremo in assemblea per far approvare ai lavoratori le scelte». Non sono mancate le critiche e soprattutto le note preoccupate nel dibattito nel Palazzo dei Portuali ieri pomeriggio. Stando alle informazioni raccolte, però, lo stato maggiore non sarebbe stato messo in discussione: in un solo intervento sarebbe stato chiesto al gruppo dirigente di fare un passo indietro. Che l'incontro avrebbe preso una piega non traumatica lo si poteva intuire anche dal fatto che nel pomeriggio, quasi in contemporanea con l'inizio dell'assemblea, è arrivato via mail il comunicato in cui, al termine di un incontro mattutino con i vertici della Compagnia portuale, la rappresentanza sindacale aziendale e le organizzazioni di categoria Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno sospeso lo stato di agitazione. Il motivo? Il Consiglio della Compagnia - dice il brevissimo annuncio - si è impegnato a «elaborare un nuovo piano industriale improntato al rilancio ed alla prospettiva di crescita per la Compagnia per la quale è stato condiviso l'indirizzo di salvaguardarne il ruolo e la pecularietà all'interno del nostro porto».
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