Il Tirreno

Livorno

CALDERINI (CONI)

Controlli anche nel Palio

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 LIVORNO. Gino Calderini, presidente del Coni provinciale, come ha reagito a questa notizia?  «Sono rimasto sorpreso. Conosco Filippo da quando era un ragazzo: è sempre stata una persona seria e un atleta scrupoloso. Uno di quelli che la sera non esce perché la mattina dopo si deve allenare. Il Coni ha lavorato moltissimo nelle scuole e nelle società sportive sul fronte del rispetto sanitario e delle regole. Abbiamo premuto a più non posso sul tasto delle regole e non possiamo fare sconti. Gli sportivi, anche quando sono grandi campioni, se sbagliano vanno sanzionati. Ma senza caccia alle streghe. Ci siamo già passati con la bottiglietta di Baldini e il collirio di Turrini...».  Il Coni sapeva della squalifica?  «No. E mi incuriosisce che un procedimento iniziato nel 2009 sia saltato fuori solo ora. Tempi lunghi. Se la Federazione di canottaggio sapeva, perché ha delegato responsabile provinciale il diretto interessato? Non lo dico per muovere critiche, ma per capire».  Ora, tra le cantine del Palio, polemizzano tutti, ma perché nessuno vuole i controlli anti-doping?  «Quando mi nominarono presidente della Barontini tirai fuori due idee: il remo femminile e i controlli anti-doping. Si fecero nel '95 ed era meglio "se mi sognavo ghiande"... Alla fine sono stati interrotti, invece sono necessari, soprattutto a protezione degli atleti». (j.g.)

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