Italia
IL COMMENTO
ATTO D'AMORE NON AUTORIZZATO
Cristiana Grasso
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C'è persino imbarazzo, c'è pudore e il grande dolore che quasi si fa colpa. E un senso di isolamento che contamina il lutto con qualcosa di simile a una vergogna. Quando muore il cane di casa che hai tirato su da cucciolo, quando vedi spegnersi il gatto che per 20 anni ti ha dormito ai piedi, quando se ne va un animale di famiglia, l'esternazione dello strazio non è ben vista. Perché chi ha subito lutti "veri" e magari gravi si sente offeso da questa disperazione che pare insensata e infantile, un'irritante debolezza incomprensibile soprattutto per chi non ha mai amato, per caso o per scelta, un animale. Eppure la sofferenza di chi vive questa esperienza, magari costretto a far sopprimere il cane o il gatto ormai incurabili, che a volte sfocia in vere e proprie depressioni, che sconvolge i bambini, merita rispetto e dignità. E soprattutto meriterebbe almeno la consolazione di poter ritualizzare l'evento e non essere costretto a considerare, da un'ora all'altra, quello che era l'amico fedele una semplice carcassa di animale da smaltire. Lì, sul lettino del veterinario o in casa, improvvisamente considerato "rifiuto". Alcuni veterinari provvedono, a pagamento, allo "smaltimento" e c'è anche la possibilità di una cremazione con riconsegna delle ceneri. Ma a Livorno l'idea di un cimitero per gli animali, che per altro doveva essere nei progetti del Comune, resta ancora un sogno. Certo, con i tempi che corrono in pochi la considereranno una priorità, ma per molti che perdono l'animale del cuore la possibilità di una sepoltura, una tomba che conservi il ricordo, rende tutto meno brutale. Un desiderio forte che chi ha un giardino o un terreno suo può realizzare. Gli altri si arrangiano. Con fatica (soprattutto se c'è da seppellire un animale di grossa taglia) e rischiando multe. Da questa voglia di non dimenticare nascono piccoli giardini incantati come il cimiterino di Montenero, frutto "non autorizzato" di un atto d'amore.
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