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Livorno

Ad Antignano cimitero clandestino dei cani

Ad Antignano cimitero clandestino dei cani

Croci, lapidi e fiori in mezzo ai cipressi di Antignano La legge prevede che le carcasse degli animali siano incenerite e smaltite da ditte specializzate

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Quattro tombe nel bosco. Nascoste tra i cespugli, in mezzo a un filare di cipressi secolari. Due sovrastate da una croce piantata tra i sassi, una coperta con una lapide in pietra, un’altra costruita su una piccola pendenza con l’angolo in legno di quella che potrebbe essere una bara artigianale sporgente per diversi centimetri fuori dal terreno. Riti satanici nel bosco della Principessa, tra Antignano e Montenero, appena a ridosso di via delle Pianacce? Qualcuno c’ha pensato, si è allarmato, ha avvertito il giornale.

O forse il gioco di qualche ragazzo, esaltato dalle leggende legate ai cavalieri templari, al mito del sacro Graal, alle storie di Indiana Jones a tal punto da ornare una di quelle tombe con una dedica a Camillo “cavaliere delle Fonti e del Sacro Sepolcro che servirà nei nostri cuori”? Niente di tutto questo. Molto più semplicemente un piccolo, improvvisato e segretissimo cimitero per animali domestici. Realizzato in uno dei polmoni di Livorno, ai piedi di Montenero, dove negli anni immediatamente successivi al Congresso di Vienna si ergeva elegante il vivaio di cipressi del parco della principessa Borboni Parma e dove da anni amanti dell’aria buona e padroni di cani si regalano splendide camminate nel verde con vista sul mare di Antignano. In mezz’ora ieri mattina ne abbiamo incontrati cinque. A passeggio su via della Principessa, parallela sterratissima di via delle Pianacce.

Da nessuna delle due strade si intravede però quello spazio curato, nascosto tra i cespugli in cui i padroni di quattro cani di recente non solo hanno deciso di seppellire i loro animali deceduti, ma hanno fatto qualcosa di più: hanno improvvisato un cimitero. Tenere quel posto fuori dalla vista dei passanti o dei curiosi aveva un senso: evitare eventuali beghe e multe (ne sono previste di salatissime) da parte del’Asl e del Comune. Perché un problema secolare quasi quanto quei cipressi affligge i padroni di animali domestici: che fare nel giorno tragico della loro morte? Chi ha il giardino spesso decide di scavare una buca e tenere il proprio fedelissimo amico a pochi metri dal cuore, là dove aveva corso, abbaiato oppure miagolato per tutta la vita.

Ma chi non ce l’ha, spesso ha difficoltà affettive a seguire per il proprio cane o gatto le gelide procedure di legge. Che prevedono che le carcasse degli animali d’affezione vengano smaltite attraverso l’incenerimento da ditte specializzate. Senza se e senza ma. La cosa insomma non stupisce. Tra Valle Benedetta, Montenero, Monterotondo sono migliaia i livornesi che negli anni hanno sepolto il proprio cane. Meno frequente è però l’utilizzo di lapidi e soprattutto di croci. Che a qualcuno hanno acceso curiosità e anche qualche satanica fantasia. Smentite però dalla realtà.

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