Il Tirreno

Livorno

Dopo il caso Tramonti la commissione discute anche di quote rosa

Scrutatori, regole nuove

Martina Corirossi
Capuozzo
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Capuozzo

Stabilita una quota minima per gli under 35 al seggio

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 LIVORNO Nuove regole per la nomina degli scrutatori ai seggi elettorali. Ieri mattina, la commissione elettorale ha presentato alla prima commissione Affari Istituzionali i criteri per la selezione dei candidati. L'obiettivo è quello di allontanare definitivamente le polemiche piovute sull'amministrazione dopo che il consigliere del Pd, Adriano Tramonti, si era lasciato andare a qualche indicazione di troppo attraverso il più noto dei social network. «Chi fosse interessato - scriveva sulla sua pagina Facebook - deve recarsi entro il 30 novembre all'ufficio elettorale, una volta iscritto all'albo me lo comunica e provvederò a farlo nominare».  «Nel rispetto della normativa nazionale vigente - spiega Salvatore Capuozzo, consigliere Udc e membro della commissione elettorale - abbiamo inserito nel regolamento comunale tre criteri di scelta per favorire la massima oggettività e trasparenza nelle nomine».  In primis, largo ai giovani: almeno il 30% degli scrutatori avranno un'età compresa fra i 18 e i 35 anni. Priorità a coloro che, pur avendone fatto richiesta, non hanno ancora ricoperto il ruolo di scrutatori in questo mandato. «L'intento - continua Capuozzo - è di avvicinare le giovani generazioni al mondo della politica e renderle parte attiva delle procedure di voto».  E infine, nel rispetto delle pari opportunità, almeno il 50% degli scrutatori saranno donne. Le quote rosa, però, scatenano il dibattito. «Con questa dicitura - avverte Lamberto Giannini (Sel) - si rischia di avere una discriminazione al contrario, verso il genere maschile». Durissimo l'affondo di Marcella Amadio (Pdl): «Una situazione aberrante che costringe a fare le nomine con la bilancia di precisione. Un approccio ipocrita nei confronti del problema».  La prima commissione si trova compatta invece, sulla modifica dello statuto per le nomine dei Cda degli enti, delle società partecipate o controllate. «Il Comune si impegna - questo il testo della modifica - nel rispetto del principio delle pari opportunità, a riservare al genere meno rappresentato, almeno 1/3 dei componenti nei Cda di ciascun ente, società partecipata o controllata e laddove vi sia potere di nomina da parte del sindaco e del consiglio».  La proposta di Arianna Terreni (commissione pari opportunità) e Marco Cannito (affari istituzionali) è approvata all'unanimità. Nella maggioranza e nell'opposizione c'è chi ipotizza le dimissioni in blocco dei consigli d'amministrazione delle partecipate, in modo da rendere subito operativo il nuovo statuto.

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