Il Tirreno

Livorno

«Qui rubano anche i sassolini»

Jimmy Morrone
«Qui rubano anche i sassolini»

Fiori e lumini che transitano da una lapide all'altra: benvenuti ai Lupi

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 LIVORNO. Viaggio lungo il sentiero dei ladri di cuore. Dove rubare ai defunti e ai loro cari sembra essere cosa buona e giusta. Il triste furto dell'addobbo dell'albero di Natale che il padre della quattordicenne Alessia Angulo (morta un anno fa in un incidente stradale) aveva sistemato accanto alla tomba della figlia è solo l'ultima delle azioni macabre e di cattivo gusto che i soliti (insensibili) ignoti hanno compiuto al cimitero dei Lupi. Nessun senso di colpa, nessun rimorso.  Fiori che con disinvoltura transitano da una lapide all'altra, sassolini e ciottoli bianchi misteriosamente spariti così come i telai e i pannelli in legno utilizzati per rivestire le tombe. Persino le lampadine e i lumini vengono portati via. Questa la hit parade dei piccoli furti senza rispetto che capitano spesso nei cimiteri, come confermato dall'ufficio servizi cimiteriali del Comune. «Sono per lo più atti di inciviltà - spiegano dalla sede di piazza don Aldo Mei - la maggior parte riguarda piante e fiori, che spesso vengono prelevati dalle sepolture di defunti vicini. Basterebbe poco, anche raccogliere delle margherite di campo, e invece si preferisce "profanare" le tombe di chi riposa in pace».  La casistica è varia, ma i numeri relativamente bassi. «In realtà i furti non sono poi così tanti, ma diverse persone si sono lamentate di queste piccole assenze. Probabilmente mancano all'appello anche giocattoli e pupazzi di giovani deceduti, ma alcuni genitori non se ne accorgono o preferiscono soprassedere. Invece noi siamo i primi a chiedere ai parenti di denunciare ogni tipo di atto vandalico, perché il rispetto in un cimitero è la prima regola».  L'estensione del cimitero della Cigna (da sempre per i livornesi, i Lupi) è di circa 12 ettari. Un territorio vasto e difficile da controllare per il Comune, che peraltro non ha risorse in bilancio da dedicare alla sorveglianza della struttura, né per gli uomini né tanto meno per eventuali telecamere.  Davanti all'ingresso, ieri pomeriggio, due anziane discutevano del caso di Alessia. «Per me è stata una persona con disturbi mentali - sosteneva Bruna, 72 anni - non è possibile fare una cosa del genere...».  Parlando con qualche visitatore si fa presto a capire come l'elenco fornito dal Comune trovi riscontro nella realtà. «Ogni volta che vengo a trovare mia suocera - racconta Luisa - sono sicura che mancano dei sassolini che ornano la sepoltura. Che rabbia. Vorrei tanto sapere quale utilità possono ricavare da gesti così vili».  Furti odiosi, così come la pagina Facebook che inneggia al "rubare nei cimiteri", anche se per fortuna sono davvero pochi i simpatizzanti. Ancor più fastidiosi poi, se realizzati in un periodo di festa, in cui di solito i cari che non ci sono più vengono ricordati con commozione.  Un po' migliore è invece la situazione al cimitero della Misericordia. Qui l'area è più delimitata e così l'Arciconfraternita che cura il camposanto ha maggiori possibilità nel controllare che ognuno lasci ogni cosa al proprio posto. «Ogni tanto i parenti si lamentano del fatto che sparisce qualche fiore - racconta un custode - può capitare, ma spesso è anche il vento a far volare via le piante. Purtroppo è difficile entrare nella mentalità di chi ruba nei cimiteri. Qualcuno lo fa per indigenza, altri per puro senso di maleducazione».

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