Il Tirreno

Livorno

La Caritas lo "licenzia" e lui fa causa

L'associazione: non svolgeva i suoi compiti. L'operaio: «Non è vero, è ingiusto»

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 LIVORNO. Per la Caritas è una specie di fannullone e per questo non gli ha rinnovato il contratto, mentre lui che per due anni ha svolto manzioni da tuttofare si tratta di un trattamento ingiusto, tanto da presentarsi dall'avvocato e portare l'associazione davanti al tribunale del lavoro per chiedere i danni.  Stefano Galleni, 58 anni, era assunto a tempo determinato dalla Fondazione Caritas Livorno Onlus con un contratto in scadenza il 31 dicembre 2011. Galleni, aveva trovato questo lavoro che gli consentiva di operare per quattro ore al giorno principalmente alla pulizia delle scale all'interno del Vescovado e nel giardino della Curia per conto della Caritas. Galleni doveva finire il suo secondo contratto (il primo si era concluso dopo 12 mesi lo scorso dicembre) alla fine dell'anno ma il 4 agosto scorso gli è stata recapitata una lettera di licenziamento. Al suo interno poche righe che di fatto sono le motivazioni della fondazione e nelle quali ne esce un ritratto da fannullone. Si parla di un suo non elevato rendimento lavorativo, a causa di una sistematica inosservanza di direttive ed istruzioni nonché per una diversa organizzazione interna del fruitore dei servizi fin qui resi.  A questo punto entra in campo l'avvocato Bruno Neri che a suo avviso ravvede subito un'incongruenza nella lettera spedita dalla Caritas al suo assistito. «Qui si parla di sistematica inosservanza. Ma come se proprio pochi mesi prima gli avevano rinnovato il contratto?».  Galleni ha spiegato al suo legale che la lettera sarebbe giunta al suo indirizzo solo pochi giorni dopo che lui si rifiutò, per motivi di salute legati alla respirazione, di cospargere le foglie con solfato di rame.  Non potevo farlo - ha spiegato il ricorrente al tribunale del lavoro - soffro d'asma e quel prodotto mi provoca danni. Ma, sempre stando a quanto racconta Galleni, la lettera di licenziamento si è presentata pochi giorni dopo questo rifiuto. Adesso tutti i fogli sono stati coonsegnati in cancelleria del tribunale del lavoro ad inizio dicembre e le parti sono in attesa che venga fissata l'udienza.  Il tuttofare e il suo legale chiedono in primo luogo che venga annullato il licenziamento in quanto illegittimo e che Galleni venga assunto con un contratto a tempo indeterminato. Inoltre contestano l'illegittimità della motivazione del licenziamento.  La causa è stata affidata al giudice Provenzano. Adesso spetterà al tribunale del lavoro stabilire se il licenziamento è stato legittimo o se al signor Galleni spetta un risarcimento per il presunto danno subito dalla Caritas.

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