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Scontro sindaco parroco sull'aborto evitato
Giorgio Carlini
Cosimi contesta la divulgazione della notizia. Padre Nike: perché non fate qualcosa per i poveri?
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LIVORNO. Il sindaco: «La storia complicata e molto intima sarebbe dovuta restare riservata come una confessione». Padre Nike: «Non è stata violata alcuna privacy. Perché il Comune non fa nulla per i poveri?». Il botta e risposta, dai toni non proprio soft, ha come protagonisti Alessandro Cosimi e don Maurizio De Sanctis. Va in scena a distanza, il giorno dopo il boom mediatico che ha portato al centro delle cronache il gesto del sacerdote. Il fatto è ormai noto: la parrocchia di Santa Rosa "adotterà" il nascituro di una coppia del quartiere, comprando quanto necessario per il vivere quotidiano del piccolo. Lui e lei in un primo momento avevano deciso di interrompere la gravidanza inaspettata, ma sono tornati sui loro passi grazie all'intervento del parroco, che ha convinto la famiglia già numerosa (tre figli a carico) e in difficoltà economiche (solo lui lavora) a tenere il bambino. L'opinione pubblica si è divisa. In molti hanno apprezzato l'iniziativa del sacerdote, il cui intervento ha permesso di salvare una vita umana a poche ore dall'appuntamento in clinica per l'aborto. Altri hanno invece parlato di "un'invasione di campo" inopportuna. Sul fatto si è espresso anche il sindaco, tramite le colonne del Corriere della Sera, puntando però il dito su un altro aspetto: la divulgazione della notizia via internet. «Mi ha molto colpito - ha detto - questo modo di raccontare una storia complicata e molto intima, che sarebbe dovuta restare riservata come una confessione. Cosa avrei fatto io? Da laico avrei cercato di far nascere quel bambino, perché l'aborto è sempre un dramma, ma in silenzio, senza microfoni e riflettori». La replica di padre Nike non si è fatta attendere, ed è arrivata puntuale sulla sua pagina di Facebook: «Egregio sindaco - scrive don Maurizio - da quello che dice traspare che lei non è a conoscenza del fatto, e comunque prima di esprimere un giudizio polemico dovrebbe informarsi realmente». Il sacerdote non ci sta a sentir parlare di mancato rispetto della privacy: «Nessun giornale ha pubblicato o fatto sospettare l'identità di quella famiglia. Nessuno della parrocchia sa chi è la coppia, neppure il consiglio parrocchiale (il braccio destro del parroco), ma solo il sottoscritto! Il motivo per cui l'ho messo su Facebook? Se lo vada a leggere, almeno potrà dire le cose per conoscenza e non per sentito dire». Padre Nike respinge le accuse al mittente, anzi rilancia con quella che definisce una "polemica benefica": «Perché il Comune non fa nulla per i poveri? Perché non vi impegnate come noi parrocchie per soccorrere le famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese? A lei interessano o no le famiglie? (Intendo le persone e non le loro risorse economiche e le loro tasse!)». Il sacerdote rincara infine la dose togliendosi "due sassolini": «Ho scritto al Comune una lettera da oltre 5 mesi e senza risposta (non è che lavorate troppo?!). Chiesi di cambiare le luci fulminate della strada in via Machiavelli all'ingresso della parrocchia (dove una signora anziana è scivolata per il buio). Dopo 8 mesi di insistenza sono state cambiate (la prossima volta mi rivolgo al Comune di Pisa!)».
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