Il Tirreno

Livorno

Vivaldi attacca Rossi, la Calamai e le scelte del Pd

Vivaldi con le firme raccolte
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Vivaldi con le firme raccolte

«Livorno è ultima nella sanità, istituzioni e politica hanno fallito», il comitato ha incontrato il sindaco

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LIVORNO. Punta il dito contro l'Asl 6, il direttore generale Monica Calamai, il presidente della Regione Enrico Rossi e pure contro il sindaco Cosimi e il Partito democratico. Umberto Vivaldi spara a zero sulle istituzioni e difende a spada tratta il comitato contro la malasanità locale e la petizione organizzata tra i cittadini. Una raccolta firme attraverso la quale il comitato ha messo insieme già 6.127 firme di cittadini che evidentemente sono scontenti della sanotà livornese. 

Vivaldi, noto per essere uno dei membri dell'associazione Cure palliative, ha preso carta e penna. E ha messo per iscritto una paginetta che è la sua spiegazione (personale e non di tutto il neonato comitato) alle oltre seimila firme raccolte. «Da alcuni anni - scrive - l'Asl 6 è tra gli ultimi della Regione. Oggi ancor peggio. Questi i tempi degli esami clinici: Per una risonanza neurologica 240 giorni. Ecografia: non prima di 150 giorni. Tac varie 180 giorni. Mammografia 250 giorni. Per i risultati degli esami importanti (istologico-pap test) 90 giorni».

Non è tutto, perché Vivaldi punta il dito contro quelli che considera tagli indiscriminati di interi reparti: «L'Asl 6 con l'accordo del presidente della Regione Enrico Rossi e l'assenso del nostro sindaco, continuano ad eliminare le poche specializzazioni rimaste. I dipendenti per paura di essere penalizzati, tacciono».  Poi cominciano le accuse: «Il sindaco annuncia che la dottoressa Calamai è confermata per altri tre anni.

Niente di personale nei confronti del direttore generale, tanto meno per l'amico sindaco, però viene spontaneo dire: "Sicuro Alessandro Cosimi di aver fatto la scelta giusta"? Alla cittadinanza non piace questa scelta. Le ripercussioni di sfiducia di certo verranno, specialmente nei confronti del presidente Rossi. Quando una città come Livorno è prima in Toscana in quanto a disoccupati, ed ultima nella Sanità, vuol dire che la politica e le istituzioni, hanno fallito».

Vivaldi si chiede anche perché si mette il bastone tra le ruote alla petizione e che chiede una sanità migliore: «La città è stanca di voi e voi ve ne fregate. Brutto segno..anche perché le istituzioni, continuano a condizionare il mio partito, o viceversa? Il Pd a mio parere, deve in tutte le maniere svincolarsi da questa orrenda situazione». 

Infine Vivaldi ricorda come 24 dei 29 consiglieri comunali abbiano firmato la petizione (i 5 non firmatari del Pd, lo ricordiamo, sono: Bianchi, La Torraca, Fenzi, Tramonti e Cavaliere), «hanno sottoscritto un dibattito aperto, per avere una sanità migliore». Intanto ieri il comitato contro l'Asl 6 ha incontrato il sindaco per esporgli le carenze della sanità locale,. «Ci ha detto che prende otto-dieci giorni di tempo - spiega Giovanni Liperini, un altro membro del comitato - per verificare le informazioni che gli abbiamo dato in merito a liste di attesa e tagli dei reparti, e poi ci incontreremo un'altra volta. Dopo sarà convocato un consiglio comunale sulla sanità livornese». A.C.

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