Il Tirreno

Livorno

Alt all'aborto, prete adotta nascituro

<strong>PADRE NIKE.</strong> Don Maurizio de Sanctis, parroco di Santa Rosa
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PADRE NIKE. Don Maurizio de Sanctis, parroco di Santa Rosa

Padre Nike: la nostra parrocchia aiuterà la famiglia a mantenerlo

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LIVORNO. «Oggi abbiamo salvato la vita di un bambino». Maurizio De Sanctis, da tutti conosciuto come "padre Nike", l'annuncio lo affida alla sua pagina facebook. Poi, durante la messa di Natale, il parroco condivide il fatto con i fedeli della chiesa di Santa Rosa: la parrocchia "adotterà" il nascituro di una coppia livornese, residente nel quartiere La Rosa, che in un primo momento aveva scelto di rinunciare alla gravidanza inaspettata. La coppia, con già tre figli a carico, aveva deciso di procedere con l'aborto. Troppo forte la paura di non riuscire a mantenere un quarto bambino, troppo grande il timore che il solo lavoro del padre e la difficile situazione economica non garantissero un futuro alla creatura in arrivo. Con rammarico, lui e lei avevano già fissato l'appuntamento in clinica. Proprio il giorno prima dell'intervento per l'interruzione della gravidanza, i due lo dicono a padre Nike, che si batte con tutto se stesso «per farli desistere - afferma - da quel gesto sbagliato, offrendo l'aiuto della parrocchia».  «Ho provato in tutti i modi a spiegare loro quanto sia grande il dono della vita», racconta il sacerdote: «Capivo il loro sconforto, mi sono immedesimato. Ma di fronte alla vita umana non ci sono crisi o difficoltà che tengano».  La coppia sembra proprio non voler cambiare idea. Almeno fino all'improvvisa e originale proposta di padre Nike: «Se proprio non ce la fate a mantenerlo, lo prendiamo a carico noi». La parrocchia ha un mutuo di 200mila euro, ma di fronte a una vita umana da salvare il sacerdote non ci pensa due volte. La comunità si offre di comprare tutto ciò che serve al piccolo: dalla carrozzina all'abbigliamento, dai giochi ai generi alimentari. «Solo così sono riuscito a convincerli - prosegue il parroco - e il giorno dopo mi hanno dato la bella notizia: avevano disdetto l'appuntamento in clinica».  Durante la messa di Natale padre Nike riporta la storia ai fedeli: «Avevo pensato di tenere la cosa solo per me, sia per rispetto della famiglia, sia perché era una mia decisione. Ma quello era un gesto in favore della vita, e doveva essere raccontato». La parrocchia condivide da subito il gesto del sacerdote, e si mobilita per organizzare il futuro sostentamento del piccolo (che dovrebbe nascere in estate). «La gente del quartiere è molto generosa. Tante famiglie bisognose si rivolgono a noi. Non siamo in grado di dare soldi, ma cerchiamo di fare opere di bene. I fedeli quando fanno la spesa comprano qualcosa da dare in beneficienza. Il cesto delle offerte, in chiesa, è sempre pieno».  Ma cosa accadrà in futuro? Il bambino crescerà, e con lui anche i suoi bisogni. «Questo problema non ce lo poniamo adesso. Era importante salvare la vita di una creatura. Per tutto il resto ci sarà tempo. Un responsabile della parrocchia si occuperà dei rapporti con la famiglia, finché avrà bisogno del nostro aiuto».  Padre Nike lancia infine un messaggio a tutti i livornesi: «Prima di una crisi economica, stiamo vivendo una crisi di valori. Di fronte all'arrivo di un bambino, - dice il parroco - tutti gli altri aspetti dovrebbero passare in secondo piano. Il nostro gesto vuole essere un messaggio in favore del bene più prezioso: il dono della vita umana».

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