DUOMO: LOMELIA
«Natale più solidale, festa per tutti non solo per alcuni»
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LIVORNO. Il Natale non è una melassa buonista bensì il fatto che la salvezza annunciata da Dio si fa carne in quel bambino nella mangiatoia fra Giuseppe e Maria: parola del vescovo Simone Giusti nell'omelia della messa di Natale in duomo. «E' nostra salvezza la concretezza, la visibilità della carne». Aggiungendo poi: «Natale non può essere festa e pace solo per alcuni: ce ne deve essere per tutti!» Giusti ha messo l'accento sul fatto che «il pane come l'eucarestia deve essere condiviso»: ne consegue che «"buon Natale" non può essere solo un convenevole saluto ma una volontà di solidarietà e fermo proposito di rendere visibile nella nostra carne, nella carne della Chiesa, nella nostra concreta umanità, la luce e l'amore che da quella notte ci illuminano e ci rendono instancabili costruttori di sogni ovvero edificatori di una città di fratelli dove regna la giustizia ed è gioia condividere purché sia festa per tutti». Nella predica natalizia il vescovo ha sottolineato che «a partire dall'Incarnazione», cioè dal momento in cui Gesù arriva sulla Terra in carne e ossa, «avviene qualcosa di sconvolgente: il regime di contatto salvifico con Dio si trasforma radicalmente e la carne diventa lo strumento della salvezza». Giusti aveva aperto l'omelia con una forte sottolineatura della storicità: un tuffo nello scenario storico-geopolitico del tempo per ribadire che «non parliamo di una fiaba».
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