Livorno calcio, il sindaco: "Prendo le chiavi ma il Comune non compra la società"
Previsto un appuntamento tra il dirigente amaranto Spinelli e il sindaco Cosimi il 4 gennaio
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«Siccome io non c'entro niente, io le piglio pure le chiavi, però sarà il caso di ragionare in termini di grande concretezza». Lo ha detto il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi, durante la conferenza stampa di fine anno, in riferimento alla volontà espressa dal presidente del Livorno Calcio Aldo Spinelli di cedere la società amaranto.
Cosimi ha detto ai giornalisti che è fissato un appuntamento per il 4 gennaio: «Intanto lavoriamo, ma non è detto che lo compri il Comune, per essere chiari - aggiunge il sindaco - Vorrei che si chiarisse che anche qui ci vuole un aiuto serio». «Il presidente Spinelli - ha proseguito il sindaco - nei confronti del quale non solo ho stima, ma che ha fatto per noi cose che non ha fatto nessuno e questo non deve scordarlo nessuno, però è anche uomo il quale ha momenti di pousse anche emotiva».
Cosimi nega paragoni con altre storie sportive della città finite male (le squadre cittadine di basket e pallavolo sono rimaste a lungo ai vertici delle rispettive serie A e A2) »perchè è stato un periodo in cui erano presenti mecenati: due famiglie in un caso, il ministero degli Interni nell'altro (la squadra di volley era del gruppo sportivo dei vigili del fuoco, ndr)».
Un eventuale coinvolgimento di soggetti privati, ha spiegato Cosimi «si può fare in tanti modi: si può prendere un grande giocatore e chiedergli di essere garante; si può prendere un grande professionista e fargli fare il presidente; si può prendere un grande commercialista e fargli fare i conti e magari mettere i soldi senza apparire: se il problema è di non disturbare perchè magari si sentono giustamente preoccupati del clima, possono mettere i soldi e magari non apparire».
«Il sindaco - assicura Cosimi - garantisce l'anonimato perchè questa storia delle chiavi mi ricorda un pò l'altra volta, quando io trovai un compratore (maggio 2008, ndr) poi cominciò la trattativa, non si mettevano mai d'accordo e la colpa era del sindaco».
Cosimi ha detto ai giornalisti che è fissato un appuntamento per il 4 gennaio: «Intanto lavoriamo, ma non è detto che lo compri il Comune, per essere chiari - aggiunge il sindaco - Vorrei che si chiarisse che anche qui ci vuole un aiuto serio». «Il presidente Spinelli - ha proseguito il sindaco - nei confronti del quale non solo ho stima, ma che ha fatto per noi cose che non ha fatto nessuno e questo non deve scordarlo nessuno, però è anche uomo il quale ha momenti di pousse anche emotiva».
Cosimi nega paragoni con altre storie sportive della città finite male (le squadre cittadine di basket e pallavolo sono rimaste a lungo ai vertici delle rispettive serie A e A2) »perchè è stato un periodo in cui erano presenti mecenati: due famiglie in un caso, il ministero degli Interni nell'altro (la squadra di volley era del gruppo sportivo dei vigili del fuoco, ndr)».
Un eventuale coinvolgimento di soggetti privati, ha spiegato Cosimi «si può fare in tanti modi: si può prendere un grande giocatore e chiedergli di essere garante; si può prendere un grande professionista e fargli fare il presidente; si può prendere un grande commercialista e fargli fare i conti e magari mettere i soldi senza apparire: se il problema è di non disturbare perchè magari si sentono giustamente preoccupati del clima, possono mettere i soldi e magari non apparire».
«Il sindaco - assicura Cosimi - garantisce l'anonimato perchè questa storia delle chiavi mi ricorda un pò l'altra volta, quando io trovai un compratore (maggio 2008, ndr) poi cominciò la trattativa, non si mettevano mai d'accordo e la colpa era del sindaco».
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