Il presidio
L'ufficio tributi: il Comune non paga perché pagherebbe a se stesso
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LIVORNO. Anche l'ufficio tributi del Comune risponde al commercialista Pappalardo, economo della diocesi, dopo le dichiarazioni uscite sul Tirreno relative alle esenzioni Ici. La prima precisazione che arriva da palazzo civico riguarda l'affermazione di Pappalardo sul fatto che "anche il Comune è esente, pure per gli immobili che non usa per fini istituzionali, ma su cui percepisce affitti". «La ragione per cui il Comune non paga è strettamente tecnica - sottolineano dall'ufficio tributi -. Essendo il Comune l'ente impositore pagherebbe a se stesso, si avrebbe cioè una partita di giro. Infatti l'esenzione riguarda esclusivamente gli immobili siti nel territorio del Comune di Livorno. Per gli immobili siti nel territorio di altri Comuni, il Comune è soggetto all'imposta come qualsiasi altro soggetto». La precisazione sulle dichiarazioni di Pappalardo continua: «Risulta erroneo il collegamento che più volte emerge tra immobili affittati, da cui cioè si trae un reddito, e sottoposizione all'Ici - sottolinea l'ufficio tributi -. L'Ici è un'imposta patrimoniale che come tale colpisce la consistenza del patrimonio, indipendentemente dal reddito che si trae da quest'ultimo. Infatti anche l'abitazione principale, dalla quale il proprietario non percepisce alcun reddito, era soggetta all'imposta e lo ridiventerà con l'Imu. Pertanto tutti gli immobili posseduti sono in linea generale soggetti all'imposta (esclusi quelli ricadenti nelle tassative esenzioni previste dalla legge) anche se non affittati o comunque produttivi di reddito per il proprietario».
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