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Il racconto: «Mi hanno detto di pagare altrimenti il cane sarebbe morto in aeroporto»
Ordinano il cane on-line: truffati
Federico Lazzotti
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INCHIESTA. Su un traffico di uccioli di cani acquistati su Internet Traffico di cuccioli, quattro denunce nell'ultimo mese e mezzo
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LIVORNO. «L'ultima volta che ho sentito il venditore, alcuni giorni fa, mi ha detto che il cucciolo che avevo acquistato era dentro a una gabbia, abbandonato in un hangar dell'aeroporto di Dublino, e che se non avessi fatto un altro bonifico sul suo conto corrente il cane sarebbe morto di fame e di stenti là dentro». A parlare è l'ultima delle quattro donne livornesi che nell'ultimo mese e mezzo si sono presentate negi uffici della polizia postale raccontando di essere state vittima di una truffa su Internet dopo aver comprato un animale. Ora le denunce sono state inviate alla Procura che ha avviato i primi accertamenti. «Per ora - spiegano gli inquirenti - i presunti raggiri vengono analizzati uno per uno», ma non è escluso che in un secondo momento possano essere raggruppati nel caso in cui si trovino delle similitudini. Molti, in effetti, i punti in comune. A cominciare dalla tipologia di acquisto effettuato on-line, dal prodotto che doveva essere comprato, vale a dire un cucciolo di cane di razza e pure sul metodo di pagamento richiesto: prima l'anticipo, poi la seconda rata e infine al richiesta di altro denaro prima che il venditore sparisse. «È la tendeza del momento - spiegano dalla postale - all'inizio venivano acquistati indumenti, principalmente scarpe poi si è passati agli oggetti tecnologici come telefonini o lettori, adesso c'è il boom degli animali». Soltanto ieri sono stati recuperati otto cuccioli di chihuahua rinchiusi in una valigia all'aeroporto Marco Polo di Venezia e diretti in Sicilia. Nei guai è finito un ungherese denunciato e multato con l'accusa di traffico di animali e maltrattamenti. L'obiettivo di chi compra on line, nonostante il prodotto cambi, è sempre lo stesso: risparmiare qualche euro. Quanto? «Per gli animali fino ad un terzo rispetto al prezzo che si può trovare negli allevamenti o nei negozi italiani». È per questo che le quattro donne livornesi si sono collegate a Internet e hanno cercato il cucciolo dei loro sogni, magari per un regalo da fare a Natale. Così, spulciando on-line sulle bacheche di compravendita più cliccate del Web hanno trovato quello che cercavano. Le ultime due signore rispettivamente di 35 e 45 anni si sono innamorate di uno yorkshire la prima e di un barboncino la seconda. Ha raccontata una di loro agli investigatori: «Ho dato un anticipo di cento euro, poi una seconda tranche di 350». Storia fotocopia nel secondo caso. «Ho pagato una prima volta cinquanta euro poi altri settecento». A questo punto però, sarebbero serviti altri soldi per farsi spedire il cucciolo in Italia. «Altrimenti morirà di stenti» è stata l'ultima minaccia prima che la donna decidesse di presentarsi in Questura per fare denuncia e far partire l'inchiesta della postale.
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