Il Tirreno

Livorno

La variante Gran Guardia slitta a gennaio

Passa la mediazione di Gulì. Polemica sui mancati impegni della giunta

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 LIVORNO. Gran Guardia, arrivederci al 2012. L'approvazione della variante urbanistica dell'ex cinema-teatro slitta all'anno nuovo. Durante i lavori della quarta commissione consiliare, l'assessore Mauro Grassi ha risposto alle argomentazioni sollevate dalla Regione, condivise per lo più anche dalla Confesercenti e dal documento presentato dai consiglieri Lamberti (Confronto), Romano (Idv) e Gulì (Pd).  Osservazioni riguardanti il problema dei parcheggi e della mobilità dell'area, e le dimensioni del maxi-negozio H&M che sorgerà al posto dell'ex cinema. «I parcheggio - afferma Grassi - possono essere realizzati entro 500 metri dall'edificio. L'individuazione ci sarà con il progetto operativo, e saranno fatti e pagati dal soggetto che investirà sulla Gran Guardia. Poi, vogliamo difendere l'unità architettonica del palazzo, e questo può esser fatto con un solo gestore dell'impianto, non con una divisione in tanti spazi».  Le polemiche si sono però concentrate su un altro documento: l'ordine del giorno, approvato nel luglio scorso in occasione dell'adozione della delibera sulla Gran Guardia, con il quale l'amministrazione si assumeva degli impegni, correlati alla variante, che non sarebbero stati mantenuti dalla giunta (presentazione di un progetto per la riqualificazione delle aree mercatali di piazza Cavallotti e via Buontalenti, modifica del sistema della viabilità e della sosta, ristrutturazione edilizia dei portici, tutto entro il 2011).  Di fronte a questi ritardi, e alle molte perplessità di quasi tutti i consiglieri comunali (in diversi hanno inoltre rimarcato l'assenza del sindaco Cosimi), è apparso evidente che non c'erano le condizioni per un'approvazione della variante entro la fine dell'anno. Come in vece voleva l'amministrazione.  Massimo Gulì (Pd) ha avanzato perciò la proposta di sospendere il giudizio, fissando a inizio anno (11 gennaio) una seduta congiunta della Quarta e Sesta Commissione, «per far capire a tutti che un progetto completo esiste, e per andare subito dopo in Consiglio più tranquilli». I consiglieri, alla fine, hanno accettato la mediazione del capogruppo del Pd. G.C.

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