Il Tirreno

Livorno

Manomettevano i contatori dell'Enel, due arresti

Manomettevano i contatori dell'Enel, due arresti

La banda manometteva i contatori e i casi registrati sono circa 50 tra Livorno, Piombino e l'Isola d'Elba

2 MINUTI DI LETTURA





Si fingevano addetti dell'Enel, promettevano risparmi a ristoranti, bar e negozi, manomettevano i contatori: due persone sono state arrestate per questo dai carabinieri di Livorno per aver messo a segno un maxi-furto di energia elettrica da almeno 10 contatori della provincia di Livorno, raggirando anche i titolari delle utenze. Altre quattro persone sono invece indagate a piede libero. In manette sono finiti i napoletani Nicola Di Maio, 64 anni, e Giovanni De Martino, 53, arrestati in flagranza dai carabinieri del nucleo investigativo di Livorno mentre stavano manomettendo il contatore di un centro di abbronzatura del capoluogo.

Un'operazione che stava avvenendo nottetempo e in questo caso con la presunta complicità dei titolari, ora indagati in concorso. Secondo l'Enel sarebbero almeno 50 i contatori che in provincia di Livorno hanno mostrato anomalie di consumo, mentre in una decina è stata accertata la manomissione. Il danno per Enel si aggirerebbe su almeno 10.000 euro, mentre l'attività illecita avrebbe fruttato più o meno la stessa cifra. I carabinieri hanno denunciato anche altri due elbani che avrebbero ricoperto il ruolo di 'procacciatori', segnalando i clienti disposti a risparmiare. I due napoletani si presentavano come tecnici dell'Enel o di società collegate, con tanto di tesserino, promuovendo contratti con risparmi di circa il 50 per cento con un pagamento di 1.000 euro.

I finti addetti quindi manomettevano i contatori e i clienti pagavano quanto promesso quando vedevano che effettivamente la bolletta era più leggera. I carabinieri, su segnalazione dell'Enel, hanno indagato da aprile pedinando a lungo la coppia di truffatori che operava soprattutto all'isola d'Elba. Fino all'ultimo colpo, avvenuto nel solarium di Livorno: i carabinieri sono intervenuti mentre i due napoletani stavano staccando i sensori del contatore con apparecchi sofisticati, ora sequestrati. I falsi tecnici si sarebbero giustificati dicendo di essere lì per «controllare le fasi elettriche».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web