Il Tirreno

Livorno

«Una vita per gli altri» Il ciao alla nostra Vale cantato dalla Pausini

Juna Goti
Gli amici della Croce Rossa la portano in spalla
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Gli amici della Croce Rossa la portano in spalla

Per salutarla, commuoversi, magari ridere ancora insieme, un'ultima volta, gli amici si sono affidati alla voce della Pausini

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LIVORNO. Per dirle ciao, salutarla, commuoversi, magari ridere ancora insieme, un'ultima volta, gli amici si sono affidati alla voce di Laura Pausini: «Sappiamo tutti che saresti tanto voluta andare a un suo concerto, così abbiamo pensato di salutarti con questa canzone...». Nella chiesa bianca di San Pio X, alle Sorgenti, cominciano a scorrere le note di "Ti dico ciao", uno dei brani più toccanti della cantante. "Salutami Dio e digli che ci sono anch'io", recita l'ultimo verso. Poi i volontari della Croce Rossa prendono in spalla il legno che protegge e imprigiona il corpo di Valentina: lo portano fuori dalla chiesa e scatta l'applauso.  Ieri pomeriggio una chiesa gremita si è stretta intorno alla famiglia di Valentina D'Angelo, la psicologa di 29 anni che due giorni fa si è spenta in una delle stanze del Santa Chiara.  La malattia, «la bestia» come la chiamava lei, se l'è portata via in pochi mesi. Neanche il tempo di assaporare un altro po', con calma, quella vita di cui, ripete don Italo, «è stata una testimone eccezionale».  Alle Sorgenti arrivano le famiglie dei bambini che fino all'ultimo aveva seguito come insegnante di sostegno e come catechista. Arrivano gli amici delle scuole superiori, del liceo Enriques, che si sono ritrovati a scriverle increduli su Facebook.  Arrivano gli occhi, le facce, le spalle della Croce Rossa, di cui aveva fatto parte. Ha continuato ad alzare la cornetta del centralino, fino a pochi giorni fa. I volontari si fermano sui gradini della chiesa, la accolgono quando arriva, la portano in spalla quando è l'ora di andare.  Su una delle panche di San Pio X, Olimpia e Franco sono commossi, composti, riservati. Proprio come era la figlia. Il fidanzato prende la parola per «leggerti questa lettera, tesorino mio». E ricorda dolcezze, risate, dolore.  Sul feretro gli amici hanno fatto sistemare una croce rossa. Accanto c'è il cartello dei "suoi" bambini: «Ciao Vale, tvb per sempre».  In fondo alla chiesa, dietro all'altare, uno striscione sembra quasi un pugno allo stomaco: «Non temete, vi annuncio una grande gioia». «Ma dobbiamo pensare che lei che ha creduto fino in fondo nella vita - ripete il parroco delle Sorgenti davanti alla folla stretta intorno alla famiglia - ora è nella sua pienezza».  La voce del parroco si rompe quando ricorda che «Valentina ha fatto sempre scelte per la vita: guardando gli altri, aiutando gli altri, studiando per gli altri. Valentina ha creduto fino in fondo nella vita e ora è nella sua pienezza, anche se ci sembra ingiusto».  Le parole mancano. «Quella che era brava a scuola e sapeva fare i temi lunghi - ricordano gli amici al microfono - eri tu».  Così ecco che don Italo si affida alle frasi che la stessa Valentina aveva scritto al Tirreno quando aveva scoperto la bestiaccia che se la sarebbe portata via: «È una non scelta, imposta da chissà chi? Eppure fa tanto male, ma sempre avanti: vivere è il mio atto di fede».

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