DIETRO LE SBARRE
L.L.
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LIVORNO. «Il padiglione è fatiscente e degradato, siamo stati costretti a trasferire i detenuti altrove. Così facendo, ci sarà tempo anche di ultimare i lavori del nuovo edificio». A parlare è il direttore del carcere livornese delle Sughere, Ottavio Casarano, che spiega così la decisione di trasferire 240 detenuti "comuni" del settore D dal vecchio edificio a varie case circondariali sparse per la Toscana. I primi 50 sono già stati spostati sabato nei penitenziari di Sollicciano e "Gozzini" a Firenze e negli istituti di San Gimignano e Porto Azzurro. Entro la settimana ne saranno trasferiti altri cinquanta e così via: per Natale gli spostamenti, effettuati tramite gli agenti penitenziari di altri istituti, dovrebbero essere ultimati. «Il padiglione D dovrà essere sfollato interamente - dice Casarano - Negli anni è stata trascurata la manutenzione e ora siamo arrivati al punto che non è più possibile ospitare i detenuti all'interno. È una decisione necessaria e precauzionale. Dal resto il patrimonio edilizio in Italia è tutt'altro che impeccabile». Il trasferimento dei detenuti si è reso necessario per una serie di ritardi e problemi di gestione del carcere che si sono susseguiti nel tempo. Prima di tutto, come conferma Casarano, ci sono stati ritardi nei lavori di ultimazione del nuovo padiglione delle Sughere, in costruzione da circa un anno e mezzo, per problemi legati alla progettazione. In particolare, nel disegno iniziale, il padiglione C (che ospita i detenuti di massima sicurezza) doveva essere collegato tramite un passaggio interno al nuovo settore, quello in fase di ultimazione. Ma sono subentrati dei problemi legati alla stabilità del vecchio edificio. Criticità confermate dai rappresentanti della commissione ministeriale che la scorsa settimana sono venuti in città. I commissari hanno anche confermato la instabilità del padiglione D. E così, slittando la consegna del nuovo reparto, di conseguenza sono saltati anche i piani per la sistemazione interna dei detenuti. Il padiglione in costruzione, che doveva essere pronto a fine anno, ospiterà cento celle da due letti l'una dotate di docce (quindi circa 200 detenuti) più altre stanze per attività ricreative. «Sarà pronto a breve, non sappiamo di preciso quando», dice Casarano. Qualcuno parla dell'estate come data di ultimazione dei lavori. Soddisfatti i sindacati. «Siamo sollevati per la decisione del Dipartimento amministrazione penitenziario - dichiara Mauro Barile, segretario provinciale della Uil Penitenziari - perchè in quel padiglione ormai non riuscivamo più a lavorare con tranquillità per i detenuti e per noi. Da tempo avevamo segnalato la condizione della struttura». Il garante dei detenuti livornesi, Marco Solimano, chiede da una parte «che venga garantita la territorialità della pena e che, per esempio, i detenuti toscani restino in Toscana» e dall'altro lato «che venga rimesso prersto in sicurezza il padiglione: non si pensi di destinare il nuovo edificio in costruzione ad altra cosa perchè i detenuti che vengono trasferiti oggi devono tornare a Livorno e le Sughere devono mantenere l'attuale funzione di importante struttura circondariale». Le Sughere ospitano circa 460 detenuti a fronte di una capienza di 265.
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