Il Tirreno

Livorno

Musica e mostre la ricetta di Alfea per l'ippodromo

Anna Cecchini
L’ingresso del Caprilli sul viale Italia
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L’ingresso del Caprilli sul viale Italia

Ristrutturare gli immobili e usare meglio gli spazi all'aperto. Un ippodromo vivo, che i cittadini possano frequentare indipendentemente dalle corse ippiche

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LIVORNO. Ristrutturare gli immobili e usare meglio gli spazi all'aperto, organizzando mostre-mercato, fiere e concerti. Un ippodromo vivo, che i cittadini possano frequentare indipendentemente dalle corse ippiche. È questa, in estrema sintesi, la ricetta di Alfea per far risorgere il Caprilli. La società pisana, a cui fa capo l'ippodromo di San Rossore, ha gestito la struttura cittadina negli ultimi sei mesi. Il contratto scadrà giovedì prossimo, il 15 dicembre. Da quella data i venti dipendenti della Labronica corse saranno senza lavoro, ma il sindaco si è impegnato a salvare tutti i posti di lavoro.  Il prossimo passo, quello da non rinviare ancora, è il bando di gara per l'affidamento del Caprilli. Un bando che il Comune promette di pubblicare in tempi strettissimi e a cui sembra interessata a partecipare anche Alfea. Lo dice anche il responsabile area tecnica della società pisana, Emiliano Piccioni, che dopo aver "testato" per sei mesi il Caprilli tratteggia luci e ombre della struttura labronica. «Sa quale è stata la gioia più grande in questi mesi di gestione? - dice sorridendo Piccioni - Quella di vedere i ragazzini che per entrare all'ippodromo scavalcavano, anzi come si dice a Livorno trabarcavano la rete di recinzione per mettersi seduti sulle gradinate. Non giocavano alle corse, stavano lì e guardavano». Si sente che Piccioni al rilancio del Caprilli ci crede. «La struttura deve vivere - dice -, è in una posizione meravigliosa, praticamente vicino al centro della città e va detto che a Livorno, come anche a Pisa, i cittadini lo sentono molto». Piccioni le sue idee per il rilancio dell'ipprodromo le ha ben chiare. «Tecnicamente le potenzialità del Caprilli - dice - non possono competere con quelle di ippodromi grandi, come Roma o Milano, perché ha una pista piccola. Ma soprattutto d'estate si può ritagliare un proprio ruolo. Come? Puntando sulle attività extra. C'è un ristorante che, se ristrutturato bene, potrebbe essere un'atttrattiva indipendentemente dalle corse. E poi ci sono gli spazi verdi, dove si potrebbbero organizzate esposizioni, mostre mercato, concerti». Si capisce chiaramete che Alfea leggerà con attenzione il bando. «Aspettiamo di vedere le condizioni contenute in quel documento - precisa Piccioni -, ma certo continuiamo ad essere interessati. Certo dobbiamo valutare bene, perché se dovessimo prenderlo abbiamo calcolato che sarebbero necessari circa due milioni di euro per fare una ristrutturazione che è indispensabile. Le condizioni del bando dovrebbero permettere di ammortizzare questa spesa».  Piccioni parla anche dei lavoratori. «Senza il loro impegno - precisa - la scorsa estate non ci sarebbero stati i risultati positivi che invece abbiamo avuto. Certo è che in questi sei mesi abbiamo verificato che venti dipendenti sono un costo che per una struttura come il Caprilli non è tollerabile. Stando così le cose, si dovrebbe rivedere la gestione della parte ippica per impegnare una parte dei lavoratori e poi altri reimpiegarli nelle attività extra, da realizzare negli spazi all'aperto». Piccioni affronta solo un attimo la vicenda della Ceschina: «Sviluppare attività alternative, alle quali Alfea non è interessata, di certo servirebbe a riassorbire qualcuno dei dipendenti. Certo adesso il bando per la gestiuone non potrà includere niente riguardante quell'area».

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