Il Tirreno

Livorno

INTERVENTO/1

Livorno non può accettare una sovranità limitata

Gianfranco Lamberti

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  Non vi è precedente della storia di questa città, da quando esistono le regioni, di una sovrapposizione istituzionale così impropria e clamorosa. Basta scorrere gli archivi.  Da Bino Raugi ed Alì Nannipieri in poi non si è mai verificato il fatto che un assessore regionale censurasse un atto di esclusiva competenza comunale, addirittura nemmeno deliberato dal Consiglio, ma semplicemente dalla Giunta. Si pone una questione di prima grandezza sul piano istituzionale, visto che ove si accettasse un simile comportamento si creerebbe una specie di tutela di Livorno, ben oltre le norme. Un vulnus delicatissimo che travolge le corretta e consolidata prassi politico ed istituzionale tra la Regione e la nostra città.  E questo va detto al di là del merito del bando deliberato dalla Giunta Cosimi, peraltro spiegato con dovizia di particolari dai dirigenti responsabili, esaminato riga per riga in molte ore di lavoro della commissione consiliare preposta. Una commissione che ancora non sapeva di essere a sovranità limitata. Ecco allora che un simile guazzabuglio istituzionale e politico, la cui eccezionalità posso testimoniare per i tanti anni di collaborazione, attenta e rispettosa, con Vannino Chiti, Claudio Martini e lo stesso Enrico Rossi, di cui apprezzo da una vita il profondo senso delle istituzioni, rischia di incartare e ritardare ulteriormente i già complicati intrecci tra i tanti strumenti urbanistici in campo sul nostro territorio.  Una confusione che rischia di mettere ancora una volta in attesa senza scadenza gli atti che l'amministrazione livornese deve assolutamente compiere nell'interesse della città e delle sue prospettive di ripresa. A partire dai posti di lavoro. Non avremmo superato la crisi del Cantiere, se fossimo stati succubi di alchimie sottobanco e di garbugli istituzionali. La più assoluta autonomia istituzionale, sotto qualsiasi profilo e da chiunque, è la condizione preliminare e la garanzia necessaria per poter finalmente assumere quelle decisioni rapide e trasparenti, di cui da anni si parla e di cui la città ha una necessità vitale.

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