Il Tirreno

Livorno

Malore dopo la rapina in banca

Federico Lazzotti
<b>ALL&#146;ENTRATA.</b> Il cartello con la scritta &laquo;Chiuso per rapina&raquo;
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ALL’ENTRATA. Il cartello con la scritta «Chiuso per rapina»

Soccorsa la direttrice incinta: i banditi fuggono con 18mila euro

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 LIVORNO. La direttrice della filiale, incinta di sei mesi, quando uno dei due rapinatori è uscito con il bottino, circa 18mila euro, ha avuto un malore, tanto che in Borgo San Jacopo è dovuta intervenire un'ambulanza del 118 con il medico a bordo.  Niente di grave - diranno al termine dell'intervento i componenti dell'équipe medica - solo un bello spavento, ma nessuna conseguenza.  La squdra mobile della polizia da ieri mattina dà la caccia ai due malviventi che hanno svaligiato la filiale della Cassa di Risparmi di Pisa, Lucca e Livorno, nella zona di Acquaviva, prima di fuggire in sella a uno scooter, molto probabilmente rubato, del quale alcuni testimoni hanno annonato le prime due lettere della targa.  «È entrato da solo ma aveva un complice che lo aspettava fuori», hanno raccontato i quattro dipendenti e i due clienti che intorno alle 10,30 erano nella sala della banca. Del rapinatore sono rimasti alcuni fotogrammi registrati dalle telecamere interne. Le immagini - acquisite dalla polizia - raccontano di una figura che entra indossando una parrucca scura, occhiali e molto probabilmente anche un naso finto. «Sembrava una maschera di carnevale», ha spiegato chi si è trovato faccia a faccia con il malvivente. Un modo di agire che ha ricordato quello di un'altra banda di rapinatori, presi dalla polizia nel marzo del 2009, dopo aver messo a segno almeno tre colpi usando una parrucca per nascondersi da occhi indiscreti.  In mano, ieri mattina, il malvivente, aveva un taglierino con il quale ha minacciato i dipendenti. «Ha detto solo tre parole: "Datemi i soldi" poi ha aperto una busta di cartone nella quale i quattro cassieri hanno messo il denaro che avevano a disposizione». Dall'accento con il quale ha parlato e da come si è mosso, gli investigatori sono quasi sicuri che si trattasse di un italiano tra i 25 e i 35 anni. Il rapinatore è rimasto all'interno della banca soltanto pochi minuti poi «è salito sullo scooter e con il complice sono fuggiti verso la Baracchina bianca».  Di loro, nonostante le ricerche partite subito dopo l'allarme, nessuna traccia.  Che non si sia trattato di un colpo improvvisato - confermano gli investigatori - il particolare, non secondario, che il rapinatore sia entrato nella banca indossando un paio di guanti. Un'accortezza che ha reso superfluo il sopralluogo della polizia scientifica che in questi casi va a caccia di impronte digitali da inserire nella banca dati con la speranza di trovare una corrispondenza con l'archivio informatico e dunque un nome sul quale lavorare.  Dopo il colpo, sulla porta d'ingresso dell'agenzia, un cartello con la scritta «Chiuso per rapina». Questa mattina la filiale riaprirà, in ufficio anche la direttrice, nonostante il pancione e lo spavento.

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