Sfratti, fondo per tamponare l'emergenza
Martina Corirossi
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Allocca e Cremaschi nella caserma occupata in via Adriana Lo ha annunciato l'assessore regionale Allocca all'ex caserma Del Fante
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LIVORNO. Quale migliore spazio della ex caserma Del Fante, occupata da oltre un mese da un gruppo di studenti che ne chiede il riutilizzo da parte del Comune, per parlare dell'emergenza abitativa. La morosità incolpevole coinvolge migliaia di famiglie: perso il lavoro, non si riesce più a pagare il canone d'affitto. A parlarne in una ex caserma gremita sono l'assessore regionale Salvatore Allocca e il sindacalista Giorgio Cremaschi, insieme all'Unione Inquilini e ai giovani occupanti. «Vent'anni fa - interviene Walter De Cesaris, presidente nazionale Unione Inquilini - perdere la casa per morosità era un problema "da sfigati". Oggi è il prezzo che devono pagare le giovani coppie, i precari, gli operai. È giunto il momento di unire le rivendicazioni dei lavoratori e quelle degli inquilini». Deciso l'intervento di Alloca che annuncia l'istituzione di un fondo regionale: 4 milioni di euro, ovvero 1500 euro per ogni sfratto eseguito nel Comune. «Tuttavia serve un atto di responsabilità da parte delle amministrazioni locali, se stanziassero anche loro la stessa cifra a famiglia, si verrebbe a creare una somma sufficiente per arginare temporaneamente la morosità». Si, ma poi? L'assessore comunale Gabriele Cantù dice comunque che è «una proposta da valutare». Allocca continua come un fiume in piena sulla mediazione fra proprietari e affittuari, sul calmieramento dei prezzi e gli alloggi sfitti. «Solo in Toscana - dice - ci sono 415mila abitazioni sfitte, se l'emergenza abitativa non si placa proporrò una sovrattassa su tali immobili». Chiude Giorgio Cremaschi, presidente comitato centrale Fiom-Cgil, incitando i giovani occupanti a continuare: «I governi non hanno più paura della rabbia, dobbiamo organizzarci per impedire che ci portino via identità e futuro». A oltre un mese di distanza dall'occupazione, i giovani studenti che hanno dato vita alla protesta hanno ancora le idee chiare. «Non intendiamo mollare - dice il portavoce, Diego Sarri - da un anno si succedono promesse incompiute. Continueremo a batterci su due fronti: la bonifica della struttura affinché se ne ricavino case popolari e l'uso degli spazi comuni per attività sociali».
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