Il Tirreno

Livorno

Ora si tratta col gruppo Cepa

Juna Goti
I consiglieri comunali nella sala del Comune di Collesalvetti: al centro il sindaco Lorenzo Bacci
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I consiglieri comunali nella sala del Comune di Collesalvetti: al centro il sindaco Lorenzo Bacci

Bacci in consiglio: avanti con la gara per riaprire le piscine

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 LIVORNO. È con il gruppo Cepa di Pontassieve che l'amministrazione colligiana guidata da Lorenzo Bacci sta trattando per riaprire le piscine di Collesalvetti.  Il dialogo competitivo avviato un anno fa (una sorta di gara aperta, senza limiti di tempo) sta andando avanti e sul tavolo della commissione incaricata di passare al setaccio le operazioni c'è una bozza di proposta definitiva.  A riferirlo è stato Bacci che ieri pomeriggio, dopo il terremoto giudiziario che ha portato all'iscrizione di dieci persone nel registro degli indagati, ha aperto il consiglio comunale con una comunicazione sul caso-piscine. «Ho piena fiducia nella magistratura - ripete - appena gli atti saranno accessibili sarà mia cura tenere informato il consiglio».  È stato proprio il sindaco trentenne a correre in Procura subito dopo l'elezione, nell'estate del 2009. Bacci arriva a sorpresa sulla poltrona di sindaco, battendo alle primarie candidati ben più sponsorizzati. Ma non è un alieno in municipio: dopo una prima esperienza politica nella frazione di Guasticce (fino al 2004), entra in consiglio da indipendente, nelle file dei Ds. Ci resta fino al 2009, con una breve parentesi da capogruppo quando c'è da gestire il passaggio al Pd.  I conti in rosso dell'impianto mai finito e il macigno da 4 milioni di euro finito sulle spalle del Comune sono la prima grana che deve affrontare. Presenta un esposto e mentre partono le indagini il Comune cerca una via d'uscita per riaprire le piscine: dialogo competitivo e trattativa con il gruppo Cepa, che per livornesi al di qua di Stagno non è uno sconosciuto. È lo stesso che ha realizzato il centro commerciale e direzionale di Porta a Terra, ovvero la torre della Cgil e l'Ac Hotel.  Ieri Bacci ha ripetuto che «la commissione di gara ha portato avanti tutte le verifiche necessarie sui requisiti di partecipazione, i contenuti della proposta progettuale e il piano economico finanziario. Nei vari incontri tra i commissari e i proponenti sono state concordate una serie di modifiche rispetto al progetto iniziale e ormai la proposta definitiva è stata individuata nei suoi elementi essenziali». «Nell'ultima sessione - chiude - sono stati richiesti documenti integrativi».  Se la trattativa andrà in porto, il consiglio sarà chiamato a votare una variante urbanistica, perché per tenere in piedi il piano finanziario è ipotizzato un aumento dell'area destinata ad attività commerciali.  È chiaro che chi subentrerà dovrà accollarsi la fidejussione che sta strozzando il municipio. «Fino a giugno - chiude il sindaco - il Comune ha pagato 1.088.000 euro. Abbiamo chiesto alla banca una sospensiva fino alla conclusione della gara e l'individuazione dell'aggiudicatario che subentrerà nei pagamenti delle rate del mutuo». È stata accordata fino al prossimo febbraio, «a breve incontreremo gli istituti di credito per chiedere una ulteriore dilazione dei pagamenti».  In consiglio, dopo boom giudiziario e comunicazione di Bacci, non si muove una foglia. Né a destra né a sinistra. L'unico a intervenire è Emiliano Baggiani (gruppo misto), ma solo per ritirare l'interpellanza presentata poche ore prima. «Il sindaco è stato puntuale e trasparente - dice - ora speriamo che la magistratura risolva questa strana situazione, per usare un eufemismo. Dove sono finiti i soldi finanziati che mancano all'appello?».

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