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«Un milione e mezzo di troppo»
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DEGRADO. La piscina abbandonata piena di detriti, è chiusa da aprile 2009 I carabinieri analizzano la contabilità. Indagato anche l'ex segretario comunale
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COLLESALVETTI. Avrebbe preparato atti irregolari, poi avallato dal sindaco. È finito nel registro degli indagati anche Marcello Alonzo, ex segretario comunale a Collesalvetti. L'avviso di garanzia per abuso di ufficio gli è stato notificato dai carabinieri ieri mattina. Alonzo avrebbe agito in concorso con l'allora sindaco Nicola Nista nella gestione delle delibere di giunta che affidavano (senza gara d'appalto per l'accusa) i lavori per la costruzione delle piscine alla società Sesport. Sale così a dieci il numero degli indagati nell'ambito dell'inchiesta dei carabinieri del Nucleo investigativo, coordinati da Luigi Perri e dal pm Giuseppe Rizzo, sui lavori di costruzione delle piscine di Colle, chiuse dall'aprile del 2009. L'ex segretario comunale Alonzo, secondo l'accusa, avrebbe predisposto gli atti autorizzativi per l'affidamento dei lavori dell'impianto sportivo; atti a cui poi Nista, attuale assessore provinciale ad ambiente ed energia, avrebbe dato il via libera, firmandoli. Un'accusa questa che l'ex primo cittadino colligiano respinge. Lo sottolinea il suo legale, Vinicio Vannucci: «Il mio cliente è estraneo ai fatti e proprio per questo è molto amareggiato perché si è ritrovato nell'occhio del ciclone. Ma è assolutamente tranquillo per quanto riguarda l'accusa di abuso d'ufficio. Una cosa è certa: ci vorrà del tempo per ricostruire tutta la vicenda: i fatti si riferiscono al 2004 e Nista non è più in Comune dal 2009». Intanto sul fronte delle indagini, in queste ore è in corso la complessa analisi dei documenti contabili e amministrativi sequestrati lunedì mattina dai carabinieri nelle case dei dieci indagati e nella sede della Cna. Oltre a Nista e Alonzo, ci sono altri otto indagati che dovranno rispondere di truffa aggravata: in sintesi, secondo la Procura, c'è un gruppo di persone, per lo più imprenditori, che sarebbero responsabili di aver ottenuto dal Comune un finanziamento (3.8 milioni di euro) superiore a quello necessario e poi di fatto utilizzato (2.3 milioni). E che fine ha fatto quel milione e mezzo che avanza? Da lì l'ipotesi di truffa. Tra gli otto, figurano il direttore della Cna Marco Valtriani, il vicepresidente Claudio Martelli e il presidente della Cna Livorno, Luca Bernini, oltre a imprenditori della Sesport, la srl che gestiva le piscine, e di altre ditte che le hanno costruite. I carabinieri sono a caccia di altri documenti che provino le irregolarità ipotizzate. In particolare, sono due le questioni su cui si sta concentrando l'attenzione degli investigatori: da un lato la fidejussione rilasciata dall'amministrazione per il finanziamento del progetto (con la garanzia del famoso maxi mutuo che sfiora i 4 milioni) desta sospetto, dall'altro nel mirino ci sono le modalità dell'affidamento dei lavori. Qualcuno sarebbe stato favorito. Qualcuno che avrebbe svolto degli illeciti nell'esecuzione dei lavori e nella gestione dell'impianto. Tutte ipotesi da verificare. Una cosa però è certa: l'apertura delle piscine è durata davvero poco perché l'impianto è stato chiuso in quanto i privati non riuscivano a sostenere le spese. E a rimetterci sono stati i cittadini. Un disagio a cui si aggiunge il buco di 4 milioni da restituire alle banche: per ora l'amministrazione ha dato indietro solo un milione.
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