«È una giungla il Comune intervenga»
Gianni Parrini
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DECINE DI PERSONE. Allepisodio di ieri mattina al mercato hanno assistito in tanti. I senegalesi preoccupati 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Basta, così non si può andare avanti». Fabio Lazzeri, presidente del consorzio degli ambulanti di via Buontalenti appare esasperato di fronte all'ennesimo episodio di conflitto che ha riguardato le forze dell'ordine e un gruppo di senegalesi. Un conflitto che come al solito si è risolto in un nulla di fatto. Il parapiglia e il fuggi-fuggi della mattina, nel pomeriggio di ieri appariva già un lontano ricordo: decine di venditori abusivi erano di nuovo al loro posto, con i lenzuoli stesi a terra e pieni di merce contraffatta messa in bella mostra. «Questa è una sfida alle istituzioni - spiega Lazzeri - Dopo i fatti di stamani (ieri per chi legge ndr) oggi gli abusivi si sono ripresentati e in giro non c'è neppure un vigile. Sembra la terra di nessuno, in cui l'unica regola che vale è quella del più forte». C'è un malcelato malumore tra i banchi del mercatino e poca voglia di parlare. La situazione non lascia tranquilli: alcuni commercianti, infatti, temono rappresaglie per cui preferiscono non esporsi. Lazzeri è uno dei pochi che ci mette la faccia: «Non è questione di razzismo o di scarsa accoglienza - spiega il presidente del consorzio - Nel nostro mercatino ci sono moltissimi stranieri, circa la metà, e tutti lavorano regolarmente e senza problemi. I disagi si creano con le persone che vendono merce contraffatta, soprattutto ora che iniziano ad avere atteggiamenti prepotenti». Il problema, secondo, Lazzeri è che l'amministrazione non ha tenuto un comportamento coerente su questo tema: «Non è solo un problema di concorrenza sleale, che pure costa a noi commercianti un 30% di vendite, ma più in generale è una questione di ordine pubblico - spiega Lazzeri - Gli abusivi si piazzano dove vogliono e non sentono ragioni. Non siamo la Germania o l'Austria, ma un minimo di rispetto delle regole è necessario. I vigili una mattina fanno i controlli e il pomeriggio spariscono o sono lì a parlare amabilmente con queste stesse persone. Non c'è coerenza e così gli abusivi si sentono autorizzati a tutto». Poco più avanti, al banco della frutta di via Cardinali, Marco ci spiega il suo punto di vista sulla vicenda: «Il parapiglia è avvenuto proprio qui davanti, dove stava seduta mia nonna 80enne - racconta - Io non sono né per i vigili né per i senegalesi, ma se un giorno li mandano via e quello dopo fanno finta di non vederli si crea solo confusione».
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