LA TENDENZA
Traffici marittimi ancora in calo (ma container e love boat no) In picchiata i prodotti petroliferi
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Non sarà un tracollo ma il porto non ce l'ha fatta a cancellare il segno "meno" dalle statistiche sulla movimentazione complessiva di merci nei primi otto mesi dell'anno: si scende sotto la soglia dei 20 milioni di tonnellate (meno 1,3%). Ma con una marcata differenza fra quel che arriva e quel che parte: gli sbrachi crescono dell'1,6%, invece l'export lascia per strada oltre cinque punti e mezzo: segno che il porto non fa faville e tuttavia neppure il sistema piccolo-aziendale del made-in-Italy, soprattutto toscano, mostra sprint e vivacità. Ad tirare giù le percentuali è soprattutto l'andamento delle rinfuse liquide, principalmente i prodotti petroliferi: giù del 14,1% gli arrivi, in picchiata del 36,6% gli imbarchi. E' semplicemente l'effetto della crisi generale o c'entra qualcosa il destino specifico della raffineria livornese? Ma non è tutta una sventagliata di cifre in negativo. Ad esempio, nei primi tre trimestri i container vedono aumentare il tonnellaggio (più 8,7%) rispetto allo stesso periodo dell'anno predecente. E, in raffronto rispetto alle tendenze dell'ultimo decennio, è singolare che stavolta i contenitori mostrino una velocità di crescita maggiore di quella fatta registrare dal cabotaggio (più 5,7%, e qui l'export se la cava meglio dell'import). Torna a dar segno di vita anche il traffico di auto nuove (più 5,9%). Ma l'impennata più clamorosa riguarda le crociere: in 9 mesi più 23,1%. Contrappesato però da un pesante segno negativo sul resto del traffico passeggeri: meno 18,1% sul fronte dei traghetti. (m.z.)
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