I forzisti non voteranno Barabino al congresso: rottamiamo i signori delle tessere
Pdl, ora è guerra tra ex
Juna Goti
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Lavvocato cecinese Federico Pazzaglia (Pdl) Pazzaglia (ex Fi): quelli di An hanno portato solo guai
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LIVORNO. Tanto tuonò che piovve. Dopo la guerra scoppiata a Livorno tra consiglieri provinciali e comunali del Pdl in vista del prossimo congresso del partito (congresso che servirà ad eleggere il nuovo coordinatore provinciale), nel centrodestra che si affaccia sulla costa il caos è uscito allo scoperto: da una parte gli ex iscritti ad Alleanza Nazionale, dall'altra quelli di Forza Italia. «Non voteremo mai un candidato che è appoggiato dagli ex An che hanno portato nel Pdl solo le loro faide interne», tuona il capogruppo del Pdl a Piombino, Federico Pazzaglia. L'ex vicecoordinatore cecinese di Forza Italia fino alla "santa alleanza" del Popolo delle Libertà, è stato il numero due dei forzisti di tutta la provincia, dietro a Maurizio Zingoni. A scatenare la sua reazione è stato l'articolo pubblicato ieri dal Tirreno sulle divisioni interne al centrodestra labronico e sulle alleanze spuntate in vista del congresso: sia la consigliera comunale Marcella Amadio (che non è una filo Matteoli, ma porta con sé un bel pacchetto di tessere) che l'area del consigliere provinciale Benito Gragnoli (tutti ex An) appoggeranno la candidatura a coordinatore del cecinese Paolo Barabino, uomo dell'ex ministro. «Ho visto sul Tirreno le fotografie di Amadio, Gragnoli, Tamburini e altri - sbotta Pazzaglia - questo non è il Pdl, ma quella Alleanza nazionale che ha portato le sue faide interne nel partito e che ha già lacerato il centrodestra livornese. Il nostro elettorato moderato, che è sempre stato in maggioranza, non è interessato a certi spettacoli e giochetti di potere. Il Pdl non vuole essere il partito delle tessere, ma dei risultati». Cosa c'è dietro l'arrabbiatura del forzista? «La gestione degli ex An - attacca - è stata ed è fallimentare: basta guardare la disastrosa situazione del consiglio comunale di Livorno, che come avete riportato sul giornale è diviso in gruppi e gruppetti. E non mi si venga a dire, come fa Gragnoli, che a Cecina va meglio: anche lì abbiamo registrato defezioni». «Guardando all'elettorato - continua - la componente di Forza Italia è sempre stata maggioritaria. Non appoggeremo la candidatura di Paolo Barabino: è un collega e una persona valida, ma se è il punto di riferimento di questa parte della vecchia An si torna indietro di dieci anni». Subito dopo il capogruppo di Piombino rivela anche di non pensare «neppure a Costanza Vaccaro». Ovvero la capogruppo in Povincia, ex Udc ed ex candidata alla presidenza di Palazzo Granducale. «Ci sono anche altre soluzioni - chiude - tra gli ex di Fi. Devono essere premiate le persone che lavorano per unire, non per dividere. Lo dico alla Renzi, che ora va di moda: il vecchio modo di fare politica con i signori delle tessere deve essere rottamato».
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