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De Tomaso, i guai sono a Torino

Rossignolo: Livorno ok, in pista i corsi per saldatori

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 LIVORNO. «Difficoltà? Non nego che ve ne siano: colpa soprattutto del fatto che la Regione Piemonte non ha ancora pagato i 2,6 milioni di euro che ci deve dare». La famiglia Rossigno- lo non ci sta a farsi infilzare dalle ingiunzioni da parte dei fornitori in arrivo sulla casa madre torinese: Gianluca, il figlio di Gianmario, tiene a sottolineare che è Torino a creare intoppi: «A Livorno no, le cose vanno come devono andare: niente problemi con la Regione, con il sindaco Cosimi c'è collaborazione positiva. E sono iniziati i corsi per preparare i lavoratori a saldare su alluminio secondo una nuova metodologia brevettata».  Fonti Cgil confermano che una prima quota di addetti («una trentina») ha iniziato i corsi, lunedì prossimo avverrà per altri otto. Rossignolo junior ammette «uno slittamento nei tempi del progetto»: lo attribuisce al fatto che «Bruxelles ha dato l'ok ai piani di formazione con nove mesi di ritardo rispetto alla nostra tabella di marcia». E i macchinari quando saranno in fabbrica? «Li avremo in leasing, non ha senso farli arrivare troppo presto solo per lasciarli lì, visto che la formazione dura 6-8 mesi. E comunque la nostra non sarà una fabbrica tutta robot, ma avrà un forte livello di cura manuale: meno robot e più lavoratori, insomma».

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