Il Tirreno

Livorno

In arrivo una valanga di multe

Gianni Parrini
Ogni anno vengono comminate multe per un totale di 10mila euro ma poco meno della metà dei soldi viene incassato in tempi brevi
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Ogni anno vengono comminate multe per un totale di 10mila euro ma poco meno della metà dei soldi viene incassato in tempi brevi

Il Comune deve recuperare 40 milioni di euro dagli automobilisti morosi

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 LIVORNO. Multe pagate? Solo una su due. A Livorno molti cittadini non hanno la buona abitudine di saldare in tempi brevi le contravvezioni loro comminate per violazioni del codice della strada. Così, nel corso di un paio di lustri, la cifrà che il Comune attende di recuperare dagli automobilisti indisciplinati e morosi si è gonfiata fino a raggiungere la mirabile cifra di 40 milioni di euro.  «Ogni anno vengono comminate multe per circa 10 milioni di euro - spiega Valter Nebbiai, assessore alle risorse economiche e finanziarie - Di questi, poco meno della metà vengono recuperati subito, mentre per gli altri, fino ad oggi ci siamo affidati all'attività di riscossione di Equitalia». Proprio per cercare di velocizzare i tempi, dal primo di gennaio il Comune creerà un centro unico per il recupero dei soldi evasi (vedi box a fianco).  Nel frattempo, Equitalia, l'agenzia che riscuote tributi e contributi anche per conto dello Stato, dell'Inps e di altri enti, continua la sua attività coattiva con controlli a tappeto a cui è difficile sfuggire.  Secondo una stima di Equitalia Centro le cartelle notificate in provincia di Livorno nell'arco di un anno (dal 1 luglio 2010 al 30 giugno 2011) sono state indicativamente 346.900. In media, più di una a testa, considerando che in questa parte di territorio vivono 342.955 persone (da Comuni-Italiani.it). In realtà, vi sono cittadini che collezionano più di una notifica e poi società e aziende che ovviamente non vengono considerate nel calcolo dei residenti. Comunque sia, la cifra è imponente e fotografa la realtà di un Paese in cui sono sempre di più i cittadini che faticano a rispettare le scadenze di pagamento: dal canone sulla televisione al bollo auto, passando per le contravvenzioni, che ovviamente rappresentano solo una piccola parte del denaro da recuperare. In molti casi - è bene sottolinearlo - non si tratta di evasori, ma di semplici ritardatari, che poi si trovano a fare i conti con Equitalia. Dal momento della prima notifica ci sono 60 giorni di tempo per pagare poi ci sono (o ci dovrebbero essere) altri avvisi.  E se anche questi vengono ignorati scattano le maniere forti: le tristemente note "ganasce fiscali": fermo amministrativo dell'auto, pignoramento dei beni, ipoteca sulla casa (in questo caso basta un debito superiore agli 8mila euro). Senza contare poi gli interessi maturati sul debito e le sanzioni, che fanno lievitare il saldo di oltre il 30% rispetto alla cifra iniziale.  Nel 2010 la riscossione coattiva in provincia di Livorno ha portato al recupero di 58.131.047 euro (11 milioni più dell'anno precedente) mentre nei primi sei mesi del 2011 ci si è fermati a circa 27 milioni. Per onorare il debito, sono sempre di più i contribuenti che chiedono a Equitalia un piano di rateizzazione (per un massimo di 72 tranche): dal marzo 2008 al 30 giugno 2011 sono state 15.007 le istanze accettate dall'agenzia di riscossione (il pagamento dilazionato non viene concesso a tutti), per un debito totale di 116,423 milioni di euro. C'è poi il fenomeno delle cosiddette "cartelle pazze": in pratica, ogni tanto i cittadini, si vedono recapitare una notifica di pagamento per un errore di controllo o per tributi che hanno già versato, ma che magari l'ente creditore non ha fatto in tempo a registrare. Per questo motivo, da circa un anno Equitalia ha introdotto la possibilità di presentare una "istanza in autotutela": i cittadini che ritengono di aver ricevuto una cartella inesatta o non dovuta, possono riempire un modulo e interloquire direttamente con l'agenzia, che a quel punto sospende l'attività di riscossione e si rivolge all'ente creditore per far chiarezza sulla posizione del contribuente. Il nuovo strumento, però, finora è stato poco utilizzato: in provincia di Livorno sono 451 le domande presentate, lo 0,13% del totale delle cartelle notificate.

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