Italia
I giovani imprenditori non ci sono
Juna Goti
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L’ente aveva messo in campo fino a 25mila euro per attività innovativeSolo 13 hanno risposto al bando della Provincia: fermi 200mila euro
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LIVORNO. La gara era stata pensata per incentivare i giovani imprenditori. In altre parole aiutare chiunque avesse non più di 35 anni, un'idea da mettere in campo e nessun gruzzolo da cui partire. Ma al bando indetto a primavera dalla Provincia hanno risposto, da Collesalvetti all'Elba, solo in 18. E appena 13 con i requisiti adatti. Tanto che dei 500mila euro messi in campo, oltre 200mila resteranno nelle casse di Palazzo Granducale senza che nessuno abbia provato a portarseli a casa. E per il territorio, più che per l'ente, suona il campanello di allarme. Perché se è vero che in 13 hanno trovato un aiuto concreto, è evidente che in generale a regnare sono paura di investire, difficoltà oggettive a ottenere prestiti dalle banche extra sostegni (perché 25mila euro sono un aiuto importante, ma non certo la somma che risolve tutti i problemi), difficoltà a fare emergere idee e competenze. Quando ci sono. I risultati del bando a sostegno dell'imprenditoria giovanile aperto in primavera e chiuso a luglio saranno presentati stamani a Palazzo Granducale. Il bando si rivolgeva ai giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni disoccupati o con contratti di lavoro a tempo determinato e più in generale di natura precaria. Altri requisiti fondamentali: residenza nella provincia di Livorno e intenzione di avviare un'impresa sul territorio. Con una parola d'ordine: innovazione, riferita all'introduzione di nuovi prodotti, nuovi servizi, nuovi metodi per produrli, distribuirli e usarli. Si spaziava dal settore manifatturiero a quello dell'artigianato, passando per bio-medicale, ambiente, difesa del suolo, agricoltura, automotive, logistica, attività legate all'economia del mondo del mare, del turismo e dei servizi. Il bando valeva anche per le imprese in forma cooperativa a sostegno del settore sociale o del modo dell'educazione. La Provincia ha messo a disposizione 500mila euro pescati dalle proprie risorse: ogni nuova impresa ritenuta idonea (non attività già esistenti, magari in difficoltà) avrebbe potuto ricevere fino a 25mila euro a fondo perduto. Alla fine hanno fatto domanda in 18 e 13 sono risultati idonei dalla commissione tecnica nominata dalla giunta di Palazzo Granducale. In totale, quindi, saranno assegnati circa 290mila euro: più di 200mila resteranno nel cassetto. Il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, non nasconde che «mi aspettavo una partecipazione più ampia» e dice anche che «forse i criteri previsti dal bando erano troppo serrati e da parte nostra non c'è stata la pubblicità sufficiente». In ogni caso, sottolinea, «quello della Provincia è stato un tentativo importante, una spinta a sostenere, con risorse concrete, chi è intenzionato a investire nell'innovazione e non a una somma da cui partire. Da qui la scelta di aprire il bando solo alle nuove attività e solo ai giovani». «È indubbio - continua - che la situazione è difficile. Ma non c'è solo questo. Il fatto che non siano arrivate tante domande ci dice che la voglia dei giovani di intraprendere nuove attività è limitata, sul nostro territorio si cerca ancora soprattutto il lavoro dipendente». Un aspetto che sottolinea anche l'assessore provimciale al lavoro, Ringo Anselmi: «Abbiamo messo in campo un incentivo, ma c'è in questo momento chi ha intenzione di tuffarsi in un'intrapresa? Dobbiamo trovare il modo di preparare di più i nostri ragazzi all'autoimprenditorialità».
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