Italia
Decesso Franza, in sette nei guai
Federico Lazzotti
Inchiesta per omicidio colposo. «Atto dovuto a loro tutela»
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LIVORNO. Il giallo di via del Mare finisce nel registro degli indagati: sette i medici dell'ospedale di Livorno ai quali ieri è stata recapitata l'informazione di garanzia per la morte di Karim Franza, l'uomo di 41 anni deceduto venerdì notte, due giorni dopo essere stato dimisso dal reparto di medicina generale. L'ipotesi è quella di omicidio colposo. «Si tratta di un atto dovuto - spiegano gli inquirenti coordinati dal pubblico ministero Gianfranco Petralia - per permettere anche agli indagati di essere tutelati nominando un consulente che assista all'esame autoptico». L'affidamento dell'incarico è stato fissato per domani mattina e molto probabilmente subito dopo inizierà l'autopsia sul corpo del quarantenne. «Cause del decesso» e «la possibilità che ci sia un collegamento tra la morte e le dimissioni avvenute quarantotto ore prima del malore fatale». Sono questi i due interrogativi ai quali il pubblico ministero cercherà di dare una risposta attraverso la perizia del medico legale. Per il momento, infatti, nel fascicolo che riguarda Karim Franza, figlio di una notissima famiglia di commercianti livornesi, gli investigatori hanno inserito le cartelle cliniche che riguardano la degenza dell'uomo in ospedale, le sue dimissioni, le deposizione dei familiari che con gli agenti hanno ricostruito le 48 ore che hanno preceduto il malore fatale e le medicine trovate nella disponibilità del quarantenne. A lanciare l'allarme, venerdì intorno alle due, è stata una telefonata effettuata dal padre. Il commerciante ha spiegato agli operatori che il figlio era stato vittima di un malore e che respirava male. Quando i sanitari sono arrivati nella casa di famiglia, in via del Mare, le condizioni dell'uomo erano disperate. Il decesso è avvenuto poco dopo. Per tutta la notte gli agenti della polizia hanno cercato di ricostruire la vita della vittima: abitudini, eventuali debolezze o farmaci che avrebbero potuto innescare l'arresto cardiocircolatorio che lo ha ucciso. Sono stati i parenti del quarantenne a raccontare l'ultimo periodo vissuto dall'uomo. È da questi colloqui che è emerso il particolare che Karim Franza era stato dimesso dall'ospedale appena due giorni prima dopo un ricovero durato per alcuni giorni per una patologia. Ecco perché gli investigatori hanno deciso di approfondire il caso verificando la possibilità che esista un nesso tra le due cose. Nella casa sarebbero stati trovati anche dei medicinali legati alla cura della patologia. Possibile che una somministrazione eccessiva o sbagliata abbia innescato l'arresto cardiocircolatorio? Molto probabilmente a chiarire i motivi della morte e a risolvere il giallo di via del Mare sarà necessario aspettare i risultati dell'autopsia. Nel frattempo il nome di sette medici è finito nel registro degli indagati.
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