Il Tirreno

Livorno

«È crollato come se gli avessero sparato»

Federico Lazzotti
<b>CAMERA ARDENTE.</b> Nella caserma dei vigili del fuoco
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CAMERA ARDENTE. Nella caserma dei vigili del fuoco

Giovanni Castelli, 47 anni, è morto durante una partita di basket. I compagni sotto choc

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 LIVORNO. «La partita era iniziata da sei-sette minuti. L'azione precedente Nanni è caduto a terra dopo un contatto, si è rialzato ed è andato in attacco. Un attimo dopo l'ho visto stramazzare a terra come se gli avessero sparato, aveva il viso all'ingiù ma sembrava che respirasse».  La speranza è ancora accesa mentre l'ambulanza esce dal piazzale della palestra e corre verso l'ospedale, poi il buio e le lacrime: Giovanni Castelli, 47 anni, coordinatore del comando provinciale dei vigili del fuoco, ex giocatore professionista di pallavolo e capitano del Tomei ai tempi della serie A2, è stato dichiarato morto venerdì sera poco prima delle 23. A stroncarlo un infarto fulminante.  Marco Corti ieri notte non ha dormito. Davanti agli occhi sempre la stessa scena: il compagno di squadra che cade durante la partita di basket amatoriale e lui insieme agli altri giocatori che vanno a soccorrerlo, il tentativo di rianimarlo da parte della moglie di uno dei giocatori, la chiamata al 118 e «quei secondi di attesa che sembrano ore». «Per lui che era uno sportivo e che stava attento anche all'alimentazione sembra una cosa assurda, befferda e impossibile», dice con gli occhi lucidi un collega fuori dalla camera ardente che da ieri mattina è un continuo via vai di amici, parenti e perché senza risposta.  Nanni, come lo chiama chi lo consoce, venerdì aveva lavorato fino alle 20. «Abbiamo scherzato per tutto il giorno come sempre». Non solo risate, anche due interventi che potrebbero aver salvato la vita ad altrettante persone. In via delle Sorgenti, all'altezza di Parrana, nel pomeriggio, la squadra di Giovanni ha soccorso un ragazzo che si era ribaltato con l'auto. Poco dopo il soccorso a una coppia di anziani rimasti intrappolati nella lamiere a bordo di una minicar dopo un tamponamento nei pressi di Nugola. «Gli anziani coniugi, estratti in stato di semi-coscienza - spiegano i colleghi - devono a lui la vita».  Alle 20 Giovanni, sposato con due figli adolescenti, ha salutato tutti, è passato da casa, ha fatto la borsa ed è andato alla palestra dei Salesiani per giocare una partita del campionato Uisp tra la sua squadra e l'Eb. «Era un mese che non lo vedevamo - raccontano i compagni - era andato prima a Genova e poi all'Elba per i disastri che sono successi».  Ma Nanni ha saputo della partita e si è presentato. «Non era un cestista - raccontano - ma con quel fisico poteva fare qualsiasi sport». Segnali del malore? «Prima del riscaldamento - ricordano - ha detto che aveva lavorato dodici ore e che era un po' stanco». Poi in campo: un rimbalzo, un tiro, un terzo tempo. Fino a quando il cronometro non ha segnato 2'55''al termine del primo quarto e Giovanni è crollato a terra per non rialzarsi più.

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