Nella voragine dei debiti
Meno soldi in banca, più mutui non restituiti
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I depositi bancari non rappresentano che una fetta del risparmio, e tuttavia il loro andamento è considerato un buon "termometro" a livello territoriale. Gli ultimi dati della Banca d'Italia segnalano che al Capodanno scorso nella nostra provincia erano calati del 3,1% (ma a Pisa sono dimnuiti del 6,1%): e comunque non bisogna dimenticare che, se arrivare a fine mese è diventato uno sport estremo non solo per le famiglie operaie ma anche per settori del ceto medio, nelle casseforti delle 90 sedi bancarie entro il perimetro cittadino resta ancora una montagna di soldi che vale 1,8 miliardi di euro. E' però meno della metà degli impieghi, cioè dei soldi che le banche dànno in prestito: per la prima volta è stato superato il tetto dei 4 miliardi di euro, il 10,4% in più dell'anno precedente e il doppio rispetto a 11 anni prima. Intanto, volano le sofferenze bancarie: in appena un anno aumentati del 26,2% il numero dei clienti che non restituiscono i soldi (e del 40,8% i prestiti non restituiti: 314 milioni di euro). L'indebitamento morde ai polpacci i bilanci familiari. Lo ripete un dossier degli artigiani Cgia di Mestre su mutui casa, prestiti per comprare beni mobili, credito al consumo, finanziamenti per ristrutturazioni. Livorno è fra le 26 province italiane dove il debito pesa di più sulle spalle delle famiglie consumatrici: su ciascuna di esse grava un macigno di 21.133 euro, quasi 5.300 euro in più rispetto all'anno precedente. (m.z.)
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