Il Tirreno

Livorno

Fiorentina, parte il recupero

Juna Goti
L’assessore Bruno Picchi
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L’assessore Bruno Picchi

In Consiglio l'Abitare sociale passa senza voti contrari Amadio (Pdl) si astiene. Nel centrosinistra nuovi imbarazzi

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 LIVORNO. Non si può dire che il percorso sia stato una passeggiata. Anzi. Il momento X, tra ritardi e proteste, sembrava non arrivare mai. Ma alla fine il consiglio comunale ha approvato (senza alcun voto contrario) la variante abitare sociale. In altre parole lo strumento che segna l'avvio del piano di recupero di Fiorentina.  Una variante in salita, come ammette lo stesso sindaco Cosimi, soddisfatto per l'esito del voto: «Dopo una fase difficile mi ero assunto in prima persona la responsabilità di portare a termine il percorso nel più breve tempo possibile. Grazie all'assessore Picchi e a tutto il consiglio ci siamo riusciti».  Non senza le solite frizioni in maggioranza. Perché quando prende la parola Andrea Romano (Idv) dice subito che «sia chiaro, dopo questa non abbiamo più intenzione di votare altre varianti». Il capogruppo dipietrista chiarisce di riferirsi alle «varianti abitative» (non ad esempio a quelle previste sul porto): cosa farà quando ci sarà da votare la nascita di decine di alloggi in Coteto? «Prima - dice - vogliamo garanzie sull'apertura di un percorso con la Regione per rivedere la normativa delle case popolari e con Casalp per combattere la morosità: rivediamo gli affitti che valgono quanto un pacchetto di sigarette e diamo il via alle ordinanze di sgombero per gli occupanti senza titolo». «Basta cementificazioni - chiude - sfruttiamo al meglio il patrimonio che abbiamo». Romano non firma neppure l'atto di indirizzo proposto dagli alleati di Sel e Pd, Lamberto Giannini e Massimo Gulì, sui piani di recupero. Atto che sarà discusso oggi. E via con le crepe nel centrosinistra...  Intanto, però, c'è da pensare a Fiorentina. Lo scorso autunno, dopo anni di attesa, i residenti del civico 14 di via Giordano Bruno avevano dato vita a una protesta clamorosa per chiedere l'avvio del piano di recupero del quartiere. Saranno i primi a trasferirsi tra poche settimane. Dai banchi del Pdl Bruno Tamburini parla di «Del Corona-day». Perché senza dubbio il segretario del Pd di via Garibaldi, Vladimiro Del Corona, su questa operazione ha investito moltissimo. «Siamo orgogliosi di questo approdo - interviene - negli ultimi anni il quartiere è stato messo a dura prova nella sua precarietà sociale, economica e culturale». «La bandierina a scacchi del recupero - dice - è stata giustamente individuata nel trasferimento delle famiglie del 14: non è un privilegio per chi ha vissuto a pochi metri da un'esplosione (quella del 12) e oggi vive appuntellato».  Passa la variante, restano ancora nodi da sciogliere. Li sottolinea Del Corona. Li sottolineano a turno i rappresentanti delle opposizioni: da Tiziana Bartimmo (Rifondazione) a Marco Cannito (Città Diversa), fino a Salvatore Capuozzo (Udc).  Il primo: quando potranno trasferirsi le famiglie? L'assessore Bruno Picchi, che ha seguito passo dopo passo la variante, fa sapere che «i 91 nuovi alloggi popolari costruiti tra via Bruno e La scopaia sono pronti. Almeno l'assegnazione d'ufficio dovrebbe essere fatta entro Natale». Alla Scopaia c'è un problema con una cabina dell'Enel a servizio di 55 alloggi: «Chiediamo alla società di accelerare le procedure per consentirci di stare nei tempi».  Secondo punto: gli espropri previsti dalla variante per i proprietari degli altri ex alloggi popolari di Fiorentina, che hanno costituito un comitato per battersi contro i valori attribuiti alle proprietà (in alcuni casi inferiori al prezzo di acquisto). Picchi ribadisce che in fase attuativa la questione potrà essere affrontata in commissione con i tecnici di parte.  Poi un passaggio delicatissimo: il futuro del mercato ortofrutticolo dove Casalp costruirà una sessantina di appartamenti (popolari, privati, a canone concoradato), a partire da febbraio-marzo. Dove andranno i banchi? Grossisti e produttori agricoli, chiarisce Picchi, hanno elaborato un progetto per trasferirsi a Guasticce, in sinergia con Comune di Colle, Provincia, Regione e Interporto. Domani è previsto un nuovo incontro.  La variante passa con l'ok di tutti i gruppi consiliari (da Tamburini a Lamberti) ad eccezione del Pdl fronte Marcella Amadio, che si è astenuto: «Siamo favorevoli alla riqualificazione, ma manca una visione di insieme. E poi sono state accolte solo in parte le osservazioni della Regione che pone dubbi sull'area del mercato».

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di Redazione web