«Volevo solo dare una possibilità ai giovani»
Il consigliere del Pd respinge le critiche: forse ho peccato di ingenuità, ma con trasparenza
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LIVORNO. «Clientelismo? Ho peccato di ingenuità, ma ho fatto tutto il contrario di quello che mi viene contestato: ora la scelta degli scrutatori viene fatta dai consiglieri senza alcun apporto esterno, perché la legge lo permette. Ma con un appello su Facebook...». Abbassa i toni il consigliere del Pd, Adriano Tramonti. «I motivi per cambiare questa legge elettorale - scrive - sono molteplici, sicuramente uno di questi è la selezione degli scrutatori». A chi gli chiede se non sia più giusto tirare a sorte e poi nominare risponde che «il nostro Comune provò ad opporsi invano alla nomina diretta riproponendo l'estrazione a sorte, per poi dover far marcia indietro in extremis, dopo che gli fu contestata la procedura». «Con il mio appello su Facebook - dice - ho tentato di aprire questo meccanismo, in maniera chiara e trasparente, a tutti quei ragazzi, studenti e precari che rischiavano di rimanere esclusi, non potendo usufruire così, di una opportunità, che in un momento di crisi non fa mai male». «Il clientelismo - chiude - in questo Paese è una cosa seria che ha condizionato e condiziona tutt'ora la nostra democrazia. I meccanismi contenuti nella legge lo alimentano. Forse ho peccato di ingenuità, ma il mio intento era semplicemente quello di dare un contributo per superarlo».
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