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Il preside: «Non chiamateci scuola ghetto»
R.B.
All'inizio dell'anno mezza classe sospesa e maxi fermo per 5 studenti
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ROSIGNANO. All'inizio dell'anno mezza classe sospesa e maxi fermo da 40 giorni per cinque studenti di una prima che avevano danneggiato i muri, rotto una lavagna e si erano prodotti in altri atti di vandalismo. Ora, l'episodio di bullismo a bordo di un autobus, sulla rotta Castiglioncello-Livorno, dove quattro ragazzini (poi denunciati dalle volanti della polizia) hanno spogliato un 14enne. Non c'è pace per l'alberghiero. Nel giro di un mese, l'istituto di Rosignano più volte è salito agli onori delle cronache per il discutibile comportamento dei suoi iscritti. Aggressioni, episodi di violenza e danneggiamenti al centro dell'attenzione. «Per favore non dite è una scuola ghetto - interviene il preside Riccardo Borraccini, che cerca di gettare acqua sul fuoco - è un istituto come gli altri. Che si si distingue per la professionalità e raccoglie molti riconoscimenti per le sue attività. Purtroppo, e questo è vero, negli anni ad essere cambiato, e in pessimo modo, è l'habitus mentis, il comportamento, dei ragazzi. In tutte le scuole si verificano delle situazioni che cinque o sei anni fa erano impensabili». «E non sono concentrate tutte a Rosignano - prosegue il numero uno dell'istituto - posso dirlo perché sono preside in una scuola di Piombino e anche laggiù non sono tutti angeli». Il preside sottolinea che fatti analoghi possono succedere in qualsiasi scuola: «Ora, il faro è puntato sull'alberghiero, ma anche l'episodio che si è verificato a Livorno, dove un professore è stato quasi accecato da un laser, non credo sia da trascurare. Purtroppo, come garanzia di successo, non vale più neanche il binomio tipo d'istituto/comportamento. Nei licei, così come nei professionali, circola la droga, c'è tanto disagio ed episodi di bullismo. Ai professori, così come ai presidi, non resta che fare del loro meglio. Ce la mettiamo tutta».
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